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sabato 2 ottobre 2010

L'inaugurazione del patriarca serbo Irinej

Oggi si terrà la cerimonia di inaugurazione del 45esimo patriarca serbo Irinej (Gavrilovic).

Alla cerimonia a Pec (Kosovo e Metohija), centro spirituale storico dell'ortodossia serba, sono attese oltre 10'000 persone, tra cui circa 400 ospiti.
Ed'ecco che potrebbe essere l'inizio di un nuovo conflitto, perché all' inaugurazione sarà presente l'intero governo serbo. 


La chiesa ortodossa che ha invitato rappresentanti della chiesa cattolica e  musulmana del Kosovo, però non ha invitato i "rappresentanti delle autorità del Kosovo" visto che la chiesa ortodossa non riconosce l'indipendenza dello stato del Kosovo.
Il "Presidente del Kosovo" Fatmir Sejdiu e il "Primo Ministro" Hashim Thaci invece vogliono comunque partecipare all evento, è in veste di capi di stato, minacciando di vietare l'ingresso nella provincia del Kosovo ai membri del governo serbo.
Boris Tadic, che di solito ha sempre partecipato alle celebrazioni religiose in Kosovo, fino a ieri non aveva ancora confermato ufficialmente la sua presenza, però verrà.


Come rappresentante del Vaticano parteciperà alla cerimonia, il nuovo presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, monsignor Kurt Koch.

Per la sicurezza sarà responsabile la KFOR e per il traffico intorno e a Pec sarà responsabile la "polizia del Kosovo".

 

Queste sono le informazioni della stampa in Svizzera (TV Svizzera) e Germanica (Die Presse). Su RTS (Radio Televisione Serba) invece parlano solo dell'inaugurazione senza menzionare degli eventuali conflitti.
Vediamo un po' come si svolgerà la faccenda e quale media sono più affidabili in questo caso.


Per seguire su RTS in diretta: link: http://www.rts.rs/page/live/ci.html

Le foto del bellissimo monastero di Pec, che è appena stato rinnovato me le ha portate mio marito dall' ultimo tour che ha fatto in Kosovo e Metohija (adesso nel itinerario c'è anche la visita a Pec)! per informazioni: www.spiritualserbia.com


sabato 26 giugno 2010

Vidovdan 2010

Ogni anno i pellegrini della marcia di Vidovdan, partono dal Belgrado e vanno a piedi fino a monumento di Gazimestan (vicino a Pristina) nella regione del Kosovo dove si celebra tutti gli anni la festa di San Vito.


Eccovi la rotta da percorrere (e la marcia dura 14 giorni, ma non si tratta di fare tanti chilometri o di esaurirsi, ma piutosto di percorrere il tratto che fece Zar Lazar con il suo esercito in via per il Ksovo Polje )

Si passa da Ralja, Mladenovac, Topola, Kragujevac, Knic, Kraljevo, Usce, Studenica, Raska, Leposavic, Banjska, Kosovska Mitrovica e Gracanica visitando anche i posti più importanti religiosi come i monasteri di Zica, Studenica, Banjska e Gracanica. La marcia e sostenuta dalla chiesa serbortodossa e dal ministero delgi affari interni della Serbia (polizia).
A proposito di quanto sono seri i punti di controllo per entrare nella regione del Kosovo. È il primo anno che il controllo non viene più effetuato dalla KFOR, ma dalla EULEX.

Nel video vedete prima i poliziotti serbi che non controllano nulla (per loro non è una frontiera) e poi (con i capellini turchesi) i polizziotti dell EULEX che cercano invano di controllare i pellegrini della marcia di Vidovdan.



Qui il nostro post di Vidovdan del 2008

Qui le foto della marcia dell'anno scorso che mi hanno mandato i miei amici di Zvecan (Johanna e Nenad)




giovedì 22 aprile 2010

La bandiera serba a Rovereto: onore a tutte le vittime della guerra

Carissimi,
per fortuna è arrivata Ana del Centro europeo a scrivere qualcosa. Io avrei dovuto tradurre dal serbo e sarebbe stata una catastrofe !


Qualcuno aveva detto che la grandezza di un popolo si misura dal rispetto che la gente ha per loro origini e per la tradizione passata. Ci sono voluti tanto tempo e tanto lavoro per aggiungere la bandiera serba al monumento storico di Rovereto.
Questa cerimonia importante è stata organizzata sotto il patrocinio di "Kolo srpskih sestara" e "Srpska Sloga " ed il nostro rappresentante Djordje Milovanovic che era il padrino della manifestazione. Tuttavia, il pilastro più importante di questa iniziativa simbolica era la Chiesa ed il popolo serbo che è venuto da tutte le parti d'Italia per celebrare l'innalzamento della bandiera serba e onorare le vittime della guerra.
Rovereto, 18.04.2010
Tratto dal Centro Europeo per lo sviluppo

PODIZANJE SRPSKE ZASTAVE

domenica 18 aprile 2010

Storie, strade, persone della ex Jugoslavia.


Fantastica serata al Caffè Basaglia di Via Mantova a Torino con la nostra crew !
La serata, che consisteva in un aperitiv-cena, si è svolta in piena armonia nostatnte la presenza di Beppe (ih! ih!) e i nostri complimenti vanno alla cucina del Caffè Basaglia che è perlomeno divina !
Tra gli organizzatori c'era Silvia che è una ragazza dolcissima ed è stata diverse volte in Kosovo.
Io ho parlato tutta la sera con Chiara e suo marito che sapete già essere la copia esatta di Kusturica e loro, come sempre, a darmi input per il blog. Fantastici !
Soprattutto il marito di Chiara, istriano, non ha avuto una parola cattiva contro nessuno.
Di solito le persone come lui attaccano con la solfa di Tito, invece lui no. Anzi, chiedeva un sacco di spiegazioni tra politiche balkaniche e fatti realmente accaduti. Mitico !
Io pero' sono disperata perchè di tre macchine fotografiche non ne ho una che funzioni. Mi date qualche consiglio per convincere il mio martirio a comprarmi quella professionale ?
I proventi della serata sono andati a Terre e libertà

giovedì 11 marzo 2010

Abdulah Sidran

Carissimi,
sono così emozionata che non sò da dove cominciare. Giovedì 11 Marzo 2010, nella sala Conferenze Museo Diffuso della Resistenza a Torino, si è tenuto l'incontro con :
Abdulah Sidran, sceneggiatore, poeta, drammaturgo
Silvio Ferrari, docente di letteratura serbo - croata
Giuseppe Di Paola, storico
Anja Gunjak, esperta di progetti culturali
Valentina Sileo, interprete
Piero Del Giudice, docente di storia e letteratura italiana, scrittore e giornalista.


L'incontro è stato promosso dall'Istituto Paralleli ed è stato accompagnato da una fantastica mostra fotografica di Danilo Krstanovic'.
Sono state dette tante di quelle cose che mi ci vorrebbero metri e metri di spazio web per dirvi tutto.
Partiamo dall'ospite d'onore : Abdulah Sidran. E' una persona fantastica, semplice, trasparente, umile, intelligente, furbo e ha fatto le prime due sceneggiature dei film di Kusturica, o almeno le ha ispirate. Mi ricordo il primo film di Kusturica e mi ricordo proprio bene delle scene del film che lui ha descitto con altri personaggi veri, perchè quelle erano proprio storie vere. Al termine dell'incontro voleva baciarmi la mano, mentre io me lo sarei stropicciato tutto per la sua infinita simpatia !


Silvio Ferrari lo avevo già incontrato al salone del libro con Gatalica e Matvejevic.
E' preparatissimo e molto preciso. Ha un modo di leggere le poesie e i racconti che ti affascina.
Anja Gunjak ha condotto l'incontro in una maniera squisita !
Giuseppe Di Paola è stato niente meno che magnifico !! Ha curato la parte storica e tutti sapete quanta e quale storia c'è nei Balkani !
Valentina Sileo è stata una ottima interprete.
E infine veniamo alla persona che più mi ha colpito : Piero Del Giudice. Non ho parole ! Lui parlava e io e Chiara ci guardavamo stupefatte. Non ho mai sentito un'analisi più precisa della politica balkanika. In particolare mi ha colpito molto la sua descrizione dalla statalizzazione alla privatizzazione, ovvero dal socialismo al capitalismo. Piero Del Giudice ha sottolineato come la Yugo era un paese benestante per quei tempi e tutti avevano tutto.


Anche io posso confermare ciò perchè c'era la sicurezza del posto di lavoro, della casa, del diritto allo studio e si andava alle terme e a fare la settimana bianca. Viceversa oggi gli accordi di Dayton hanno di fatto paralizzato la Bosnia con 4 personaggi di "elite" che si spartiscono la torta e la gente che non muore di fame, ma quasi.
Del Giudice ha messo l'accento anche alla nostra società malata, con Maroni che prende le impronte digitali ai bambini rom. In questa situazione come possiamo noi proporci ai Balkani e in particolare alla Bosnia che è un miscuglio di culture, religioni, arte, culture diverse ? Noi il diverso, lo straniero lo criminalizziamo !
Dedicheremo un intero post a spiegare la parola "Bogumilli", poichè prima avevo le idee chiare e ora non ce l'ho più !
Per tutto l'incontro è stata presente la letteratura di Ivo Andric' e la meravigliosa Drina e anche qui noi abbiamo scritto ancora troppo poco... ma ci riprenderemo in seguito !
La yugonostalgia è un sentimento che ogni uomo anziano ha.. ha detto Sidran !
Mentre ora la Yugo e in particolare la costa dalmata è in preda alle multinazionali che fanno cattivo e brutto tempo. "Hanno vinto coloro che sono stati sconfitti dai nostri padri" dice Sidran e continua "Io a Sarajevo non sono più a casa mia, non voglio neanche appisolarmi in maniera che il sonno non mi tradisca, perchè potrei sognare la mia patria che non c'è più".
E' stato assurdo stravolgere la verità storica balkanika, perchè la storia è storia e ci insegna a non ripetere gli stessi sbagli.
C'è stata una tal partecipazione di pubblico per cui ci hanno buttato fuori dopo 3 ore, ma saremmo ancora stati li a parlare !



Bosnia, un perenne enigma
Gatalica
Il ponte sulla Drina
Presentazione
Ivo Andric'
Naj naj lepso lepso super super u svemiru !. Ma come si fa a non essere persi in amore per questo ragazzo ?
La visione storica
Abdulah Sidran
Con la traduzione di Valentina
Vado pazza per Del Giudice !

post scrittum :

carissimissima,
che bel post nel tuo blog !!!
sei un vulcano !!!
STO LEGGENDO IL ROMANZO BALCANICO..stamattina ho pianto x l'emozione x una poesia...
che bello aver conosciuto di persona l'autore !!!
sai cosa ho pensato uscendo dalla sala e dirigendomi alla metro?
.. che i balkani muovono emozioni profonde in tutti coloro che li amano ... x certi versi mi sembrava "un ritorno al passato", ai tempi di guerra nel 1993 ecc intendo quando i dibattiti pubblici erano difficilissimi...e non solo x i problemi che da la traduzione...x le diverse opinioni e le difficoltà a capirsi reciprocamente
perciò , avendo colto a pelle disagi e difficoltà di chi ci circondava ho apprezzato TANTISSIMO il tuo post pieno di complimenti x tutti !!!!
ora leggendo i commenti..mi confermano che le mie sensazioni erano fondate...e mi confermano anche che il tuo stile è UNICO E VINCENTE perchè mostra il positivo ed è da lì che bisogna partire e a lì che bisogna tornare se si vuole fare il bene..soprattutto quando si ha il coraggio CHE TU HAI di addentrarsi e aggirarsi nei "PAESAGGI E TRA GLI EVENTI BALKANICI"
ps: lo storico giuseppe ha scritto la storia balcanica divinamente...in conferenza sembrava impacciato...come hai detto tu, mai giudicare dalla prima inpressione !!
segue firma

Questa mail mi è arrivata da una persona che adoro e che è stata a Sarajevo durante la guerra. Ha rischiato la vita più e più volte e mi sembrava bello condividere queste belle parole con voi

martedì 9 marzo 2010

Lingue e confini : la guerra infinita ?


La serata intitolata "Lingue e confini: la guerra infinita?" ha avuto luogo nella bella struttura all’interno della Villa Visconti d’Aragona (inizio alle ore 21), in presenza di una trentina di persone che hanno – per così dire -, sfidato la pioggia incessante e il freddo umido della serata.
Il Presidente del CESPI Giovanni Bianchi ha presentato noi due relatrici e nello stesso tempo ha fatto un’ampia introduzione a quello che era la Jugoslavia socialista, soffermandosi soprattutto sul suo modello di autogestione e sulla sua “europeità”, in quanto le città principali (Belgrado, Zagabria, Sarajevo) erano centri di una cultura vivace e in tutti i sensi europea. Era inevitabile contrapporre alla Jugoslavia titoista quella degli anni Novanta, delle guerre e della dissoluzione e qui Bianchi ha raccontato le sue esperienze durante i numerosi viaggi in Bosnia o in Serbia.
Io ho cercato di inquadrare la lingua come sistema e di presentarla da questo punto di vista (genetico, linguistico/morfologico, tipologico) come un’unicum: ho mostrato su esempi semplici e chiari ai “non addetti ai lavori” come funziona/va il serbo-croato/croato-serbo e quali caratteristiche ha (il sistema dei sostantivi, degli aggettivi, il sistema dei verbi ecc.), ho toccato i punti più importanti della sua storia, fino alla creazione artificiale delle nuove lingue. Questa è stata una base per porre alcuni argomenti che confermano la validità della tesi sulla policentricità del serbo-croato e delle sue varianti, citando qualche nome come esempio (Kordić, Bugarski, Klajn, Groeschel). Infine, ho mostrato citando alcuni casi ( Babić, Mesić, Anić, Buden Štrkalj) che il purismo, strettamente legato alla politica nazionalistica, equivale a una xenofobia linguistica.
Ho letto due brevi brani in traduzione italiana, il primo come introduzione dalla Vita e avventure, (Lecce, 2007, pp. 256- 257) di Dositej Obradović. Si tratta della Lettera a Haralampije dove già nel Settecento (1783) abbiamo la coscienza (dopo le esperienze europee dell’autore) di un’unità linguistica dell’ambito jugo-slavo: “[…] Chi non sa che gli abitanti del Montenegro, della Dalmazia, dell’Erzegovina, della Bosnia, della Serbia, della Croazia […], della Slavonia, del Sirmio, della Bačka e del Banato […] parlano un’unica stessa lingua? […] poiché la religione e la fede si possono cambiare, la razza e la lingua no […]. Il secondo pezzo presentato alla fine della relazione è tratto dal romanzo di Nenad Veličković, Sahib, (Nardò/LE, 2009, pp. 26-27): “Qui si parlano tre lingue: serbo, croato e bosniaco. In confidenza, penso che si tratti di una sola lingua con tre nomi diversi. […]”. Gli esempi comici e molto divertenti su come viene eseguita la “pulizia linguistica” hanno seguito da “ponte” alla relazione di Valentina Sileo che ha presentato il video, davvero molto interessante e coinvolgente. Il ripetersi della frase “Ja čitam” in diverse “lingue” ha fatto sì che il pubblico partecipasse, ripetendo la stessa frase.
La relazione di Valentina è stata “tecnica” ma anche molto vivace e ricca di esempi presentati in Power Point sul gergo giovanile. La tesi era di mostrare come anche questo strato della lingua, anche se poco soggetto alle regole di standardizzazione, nella variante sarajevese e belgradese, mostri le stesse caratteristiche, nonostante gli standard siano stati separati, per assecondare le politiche nazionali.
La partecipazione del pubblico è stata davvero ottima il che dimostrano anche alcuni (quattro o cinque,) interventi molto interessanti (tra cui anche quello di Ivana) e in armonia con quanto relazionato.
Torino, 07/03/2010 Ljiljana Banjanin
Tratto da Cnj

Cnj/iniziative
Il filmato

giovedì 28 gennaio 2010

Aleksandar Jerkov


Aleksandar è uno scrittore e io l'ho incontrato all'Università di Torino.
Di quell'incontro ho un vago ricordo, perchè lui ha parlato per più di due ore in serbo, con la nostra prof che cercava di tradurre simultaneamente.
Faccio questo post, perchè quel giorno ho posto a Jerkov una domanda precisa e lui mi ha dato una risposta altrettanto precisa che non mi scorderò mai.
Si parlava di bombe Nato sulla Serbia e ho chiesto se erano evitabili.
Lui ha detto:
"Vedete.. pochi pensano che ognuno di noi ha una responsabilità bene precisa. Oggi siamo qui, siamo una trentina e ognuno di noi vedrà minimo minimo altre 30 persone oggi. Se ognuno di noi parla di pace e non perde occasione per parlare di pace, raggiungeremo sempre un numero enorme di persone che almeno un pensiero alla pace lo fanno. Se avremo la cultura della pace, della giustizia, dell'onestà, dei valori che sono basilari in qualsiasi società, li insegneremo ai nostri figli e voteremo cercando persone che inseguono questi valori. Viceversa provate a vedere come attecchisce in questo modo la cultura della guerra. Se incontrate un rom sul tram e uno dice che i rom sono tutti ladri e tutti dicono così, se incontrate una persona che dice che tutti gli stranieri sono criminali e tutti dicono così, è la cultura del razzismo che attecchisce e da queste culture è inevitabile che poi nascano le bombe e le guerre. Nulla è a caso. Non posso scordare l'immagine di quel papà che portava in braccio la sua bambina di 4 anni, morta perchè di notte non voleva andare a fare la pipì davanti a casa perchè sparavano ed è andata nel retro, dove una bomba l'ha colpita, mentre la sua famiglia si è salvata. Ogni parola persa è un'occasione persa."
Da allora non perdo occasione per parlare di politica e non solo. Ogni lasciata è persa e non vi dico quando sono in coda all'ufficio postale, o sull'autobus, o al lavoro o in internet..
C'è poi il piccolo problema che mi dicono che le guerre le scateno io...

sabato 23 gennaio 2010

International Camp 09 - Human Rights and Peace Tent


Dear friends, here the link to enjoy a video about our last international camp in Trieste with youth from Sarajaevo, Bihac, Odzaci, Novska, Split and Italy.
A big hug!
For "Peace and Human Rights Tent"
Corrado

Corrado e la tenda
Report of the International Camp organized by the Human Rights and Peace Tent in Prosecco (Trieste) in August 2009 with the support of Trieste local government.
P.s. da casa mia il video non si apre, spero che dal vostro pc funonzi tutto !

giovedì 7 gennaio 2010

Marina Abramovic a Torino


Ci sono quelle giornate in cui dici : ma tutte oggi capitano ?
In una di quelle giornate mi è arrivata una mail di Gennaro :

Ciao Lina, Caspita! solo adesso scopro che Marina Abramovic, la più grande artista performativa di tutti i tempi e la più grande artista serba contemporanea e forse di sempre, l'11/09 u.s. è stata a Torino per una conferenza alla galleria GAM. Avrei fatto di tutto per esserci! Non l'ho mai vista dal vivo, ma l'ammiro enormemente: è lei con la sua arte e soprattutto con il suo ciclo artistico sulla guerra balcanik, epik, che mi ha avvicinato alla Serbia e mi ha spinto a visitarla per tre volte. Ho letto di questo avvenimento su "Osservatorio sui Balcani" nell'articolo "Marina a Torino" scritta da una famosa scrittrice serba.Se dovesse tornare, se sapessi ancora qualcosa, sarei felice che me ne informassi. Grazie, Gennaro.

Marina a Torino

E' incredibile che a Torino con 4 Onlus e 2 blog che si occupano di Balkani non veniamo a conoscenza di questi avvenimenti !

La foto è tratta da un blog di libero.it

giovedì 3 dicembre 2009

Veneto multietnico e multiculturale


Nei giorni 27 e 30 Novembre si è tenuto a Vicenza e a Rovigo un bellissimo incontro sul tema : "Veneto multietnico e multiculturale, immigrazione ed integrazione".
Tanto per cambiare l'incontro non l'abbiamo fatto noi italiani, ma degli stranieri e meno male che mi sento più straniera che italiana.
Booomm..... qui c'è lo spazio per le critiche che pioveranno, ma meglio così, perchè che sia la persona che si deve integrare che ci parla di come fare, non è il massimo.
Quando io vado all'estero trovo un'organizzazione che mi accoglie e come organizzazione intendo dalla più piccola cosa alla più grande.
Per farvi un esempio le parole di Anilda riguardo a questo tema sono state :
- Quando ero in Svizzera mi recavo presso l'ufficio competente, prendevo il numero e nel tempo materiale della fila avevo una risposta certa, positiva o negativa, ma una risposta certa. Qui in Italia vai ad un ufficio e chiedi informazioni e l'impiegato risponde : "Ah.. bò non so', provi ad andare in quell'altro ufficio".
Il giorno 27 Novembre ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti diplomatici : il Ministro della diaspora serba Srdjan Sreckovic, l'ambasciatore serbo in Italia Sandra Raskovic Ivic, l'eurodeputato Sergio Berlato e diverse rappresentanze di organizzazioni di immigrati.
Tema dominante : "La difficoltà non sta nelle nuove idee, ma nell'evadere dalle vecchie"



Un grande saluto e un grande ringraziamento ad Ana Milosevic. In questi tempi di veline, quando senti sul tram le signore che sperano che le figlie facciano le modelle o le veline o si sposino un calciatore, viene da dire ad Ana che è una gran bella donna (mannaggia questa concorrenza serba spietata !). Ma Ana non è solo bella, è bravissima ed è impegnata nell'integrazione di tutti gli stranieri provenienti dai balkani. Questa è l'occasione per chiederle se è ancora possibile vedere quel filmato che mi ha fatto spanciare dalle risate perchè diceva ad un kosovaro : "Ma è inutile che dici si, si e mi parli di tante cose belle, i miei connazionali stanno morendo nelle enclavi senza luce e senza acqua, cosa rispondi?"
E lui : - Si, si...
Sono quelle situazioni in cui mi devo ripetere : calma Lina, Lina stai calma !!!

Centro europeo per lo sviluppo

giovedì 26 novembre 2009

Incontro con Anilda Ibrahimi


Alle volte la vita è proprio strana. Mercoledi' scorso ero molto giù di morale. Avevo litigato con un amico, avevo avuto discussioni in casa senza fine, avevo avuto problemi al lavoro e avevo tirato una scarpa al tg 1 che mi informava di come il nostro governo sta distruggendo, pezzo a pezzo, l'Italia.
Ogni tanto aprivo l'email di Chiara che mi avvisava di una conferenza al Circolo dei lettori. Diceva di una scrittrice albanese che aveva ambientato un romanzo in Kosovo.
Già sapevo di dover affronatre una discussione col martirio per l'orario della conferenza e infatti così è stato. Comunque ho preso l'auto, ho girato mezz'ora per trovare parcheggio e un'altra mezz'ora per trovare una macchinetta funzionante per il biglietto del parcheggio. Poi ho fatto ancora una mezz'ora a piedi per arrivare al Circolo lettori. Tra di me continuavo a pensare :
- Ma che ci faccio qui. Un caos per venire, cio' la testa altrove e l'ultimo meeting che ho fatto è stata la stessa solfa di Milosevic caino e colpevole di tutto dai tempi della mela. Immaginiamoci qui, tra albanesi che magari toccano anche il problema "politica balkani".
Così ero parecchio prevenuta quando ti entro nella sala e sento la voce dolcissima di Anilda. Già subito mi sono illuminata d'immenso. Il primo pensiero è stato che una voce così dolce non poteva portare che pace. Poi il tono delle prime frasi mi ha incantata ancora di più. Non so' come si dice "una che non se la tira" ovvero una persona semplice ed umile. Naturalmente io la pensavo all'esatto suo contrario, ovvero rabbrividivo quando diceva la Repubblica di Kosova è una democrazia giovane, poichè io penso che il Kosovo è Serbia, ma in quei momenti ho pensato che se mi dovessi trovare davanti una persona che in politica balkanika la pensa al mio esatto opposto, vorrei che fosse così : leale, sincera, aperta al dialogo e al confronto.. altro che guerre fraticide a suon di kalasmikof ! Il dialogo è possibile !
Ma Anilda non finiva mai di stupirmi. Riguardo all'intervento umanitario NATO ha detto :
- Ma quali bombe intelligenti cadono sulla testa delle persone e uccidono donne e bambini, ci vuole coraggio a chiamare una bomba "intelligente". Io ero al centro rifugiati quando arrivavano i serbi senza nulla, solo con i vestiti che avevano addosso e spaventati a morte. Con uno di loro che si chiamava Milos mi sono sentita in dovere di uscire e prendere un caffè per parlare un po' con lui. Alle volte bastava che dicessero una frase sbagliata e invece che rifugiati politici venivano considerati semplici clandestini ed espulsi.
Riguardo al Kosovo e etnie serbi e albanesi Anilda ha detto :
- Sono stufa di cercare se i primi ad arrivare sono stati i serbi o gli illiri. Che senso ha tutto questo ? C'è una leggenda che ci unisce, quella di Rozafa e vuol dire che eravamo un unico popolo e dobbiamo dinuovo esserlo. Come albanese sono vicinissima ai serbi che soffrono nelle enclavi in Kosovo e vorrei che non esistessero enclavi, che si potesse vivere assieme senza paure.
In quel momento mi sarei alzata a darle un bacio. E' stato come se mi avesse materializzato Ske sulla sedia accanto alla mia. Tutto quello che Skender
rappresenta per me e per Francy in questo blog si è materializzato nell'azione di Anilda, che non ha fatto nulla di strano, se non vivere la sua vita con coerenza e impegno.
Grazie Anilda, mi hai aperto una porta alla speranza, mi hai fatto credere che il nostro sogno è possibile, che tante ore spese qui al pc per parlare di pace non sono perse e non lo saranno mai finchè esiste sulla faccia di questa terra una persona splendida come te. E devo dire di più. Io che sono filo-serba e che spesso litigo con gli albanesi sui vari blog balkanici, anche se per correttezza devo dire che le discussioni esistono anche coi croati, coi bosniaci,con gli italiani, etc.. devo dire che se c'è c'è qualche persona che nella vita ogni tanto mi stupisce in modo particolare, questa persona, di sicuro, è albanese. E so' anche il perchè di questo. Perchè tutto nella nostra vita ha un senso. Una delle peggiori pugnalate che ho preso in pancia è stata quella bambina che al catechismo mi ha detto : "Gli albanesi sono tutti ladri !". Allora le avevo risposto che non sono tutti ladri, poichè avevamo parlato di Madre Teresa di Calcutta, ma già dal giorno dopo era arrivata una bambina albanese al catechismo che non era stata battezzata. Sua mamma l'aveva accompagnata dicendo che non sarebbe più venuta perchè lavorava 12 ore al giorno e la bambina stava tutto il giorno da sola. Ma la mamma ci teneva che la bambina venisse al catechismo perchè mi ha detto :
- In Albania hanno ammazzato mio marito, lasciandomi sola con 4 figli, hanno bruciato la chiesa del villaggio e il prete ha dovuto scappare. Io sono venuta in Italia per dare un futuro ai miei figli, ma voglio che imparino ad amare gli altri, non a uccidere, ad aiutare i compagni, non a rubare la penna all'amico. E' vero, mia figlia non è battezzata, ma voglio che senta cos'è il Vangelo e che impari a lottare per esso.
Tu Anilda è vero che sei una ladra, ma di spazi lasciati al male, all'odio, ai pregiudizi. Nel tuo libro si amano un'albanese e un serbo e questo succede tutti i giorni, la relatà non è quella che ci insegnano i mass media, ovvero che serbi e albanesi si odiano. Se poi in qualche caso è così, gli faremo leggere il tuo libro.


Anilda Ibrahimi (Valona, 1972) è una giornalista e scrittrice albanese, attualmente residente in Italia.
Laureatasi in lettere moderne all'Università di Tirana, ha lavorato nel suo paese come giornalista radiotelevisiva e della carta stampata ma nel 1994 si è trasferita all'estero, prima in Svizzera e poi, dal 1997, a Roma, dove è stata consulente per il Consiglio Italiano per i Rifugiati.
Nel 1996 ha vinto a Losanna il primo premio per la poesia albanese contemporanea e ha pubblicato la raccolta di poesie Cristallo di tristezza.
Nel 2008 è stato pubblicato da Einaudi il romanzo Rosso come una sposa, scritto in lingua italiana e incentrato sulle vicende delle donne di una famiglia attraverso i cambiamenti sociali della storia albanese, dal mondo arcaico di inizio Novecento al socialismo reale del regime comunista di Enver Hoxha, alla società post-comunista.
In questi giorni è uscito il suo ultimo romanzo "L'amore e gli stracci del tempo".
Un uomo e una donna divisi dalla guerra. Lui è serbo e lei kosovara, e la guerra è proprio quella del Kosovo, nei Balcani squarciati dai nazionalismi. Lui la cerca per anni tra i profughi dispersi per l'Europa, perché gliel'ha promesso. Lei lo aspetta, seduta in un angolo di mondo, perché aspettarlo è l'unica cosa che sa fare. Ma a volte la sorte trasforma le persone in «lettere mandate al momento sbagliato».

giovedì 24 settembre 2009

Gusti di frontiera 2009


Anche quest'anno si tiene la bellissima festa "Gusti di frontiera" a Gorizia.
I nostri boys Ske e Fatmir sono in pool position e già sono disperati perchè per 4 giorni non avranno nessuna connessione ad internet !
Naturalmente a noi interessa la parte balkanika !!
Quindi tutti a Gorizia dal 24 al 29 Settembre e un invito particolare ai motomuloni !


Grande attesa anche per il Borgo dedicato ai Balcani, che - in via Roma - racchiuderà all’interno dei propri stand i sapori audaci delle tradizioni culinarie di Albania, Bosnia, Croazia e Serbia. Piatti della cucina bosniaca e serba come la Sirnica (una sfoglia di pasta con formaggio), la dolma (verdure ripiene di riso) o la Pljeskavica (una sorta di hamburger di carne), ma anche piatti tipici dell’Albania come il Burek, le Qofte te ferguara, saporite polpette di carne sapientemente speziate, o dolci squisiti come la Baklava o il Kadaif. Carne stufata (una sorta di gulash dalla lenta cottura), Zagorski štrukli (a base di formaggio, noci, papavero, ortiche e mele) nonché miele e confetture rappresenteranno invece il biglietto da visita della Croazia a Gusti di Frontiera.
Via Crispi sarà invece inebriata da profumi e sapori del Borgo Slovenia. I nostri “vicini di casa” proporranno gli immancabili vini del Collio sloveno (Brda), nonché il prosciutto cotto nel pane, i deliziosi zlikrofi e la grande varietà di selvaggina. Il gulasch (pur con varianti assai differenti tra loro) accomuna la Slovenia all’Ungheria, che nel “percorso del sapore” proposto dalla mappa di Gust di Frontiera stanno fianco a fianco: in via Marconi sarà possibile gustare lo spezzatino di maiale con gnocchi di patate, la zuppa al ragù di cervo insaporita al dragoncello, gli gnocchi con la panna acida o al formaggio e le invitanti crepes di farina di granturco farcite con marmellata di prugne. La rinnovata via Rastello inoltre sarà teatro di un insolito mercatino che proporrà una selezione di tutti i vini prodotti nelle varie zone della Slovenia, che non mancheranno di stupire piacevolmente i visitatori della kermesse enogastronomica. Curata dall’Associazione amici di Borgo Antico, l’esposizione prevede la presenza autentica e genuina non delle grandi cantine, ma dei piccoli produttori di vino di zone talvolta poco conosciute, come Pomurje, Celje e la Dolenska. Da Capodistria giungeranno poi a Gorizia i produttori dell’apprezzato Refosco, mentre dalle valli del Vipacco arriveranno vini come lo jelen e la pinela.
comune.gorizia.it/eventi/gusti09



Darko ! l'amore mio !
Edizione 2008

domenica 13 settembre 2009

Aeromiting Batajnica 2009

Sto guardando una cosa straordinaria alle TV: il meeting di aeronautica all'aeroporto miltiare di Batajnica (vicino a Belgrado).

Esattamente 100 anni fa, dopo varie preparazioni, il regno di Serbia comprò per l'armata due palloni aerostatici dalla ditta tedesca di Augsburg "August Ridinger". Kosta Miletic, il primo pilota della Aeronautica Militare e Difesa Aerea della Serbia, fece il primo volo con un pallone con la bandiera serba.

Era il 1909 e cosi iniziò la storia dell'aeronautica militare in Serbia e oggi a Batajnica si festeggiano i 100 anni dell'evento.
Qui il trailer:





Le acrobazie che i piloti dei vari paesi stanno dimostrano sono incredibili.

Qui sul sito della radiotelevisione Serba (RTS) c'è un piccolo filmato.



Ecco chi ci partecipa:

United Kingdom BAE Systems Hawk
Germany C-160 Transal
Czech Republic Aero L-159 ALCA and Mil Mi-171Sh
Denmark F-16 Fighting Falcon and CL-604 Challenger
Greece Mirage 2000-5
Spain EADS CASA C-295
United States of America C-130E Hercules
Hungary

SaaB JAS-39C, SaaB JAS-39D and Mil Mi-24

Slovenia Pilatus PC-9M, Pilatus PC-6 and L-410 Turbolet
Italy Eurofighter Typhoon
Austria Eurocopter Aerospatiale SA 316B Alouette III
France Dassault/Dornier Alpha Jet
Romania MiG-21 LanceR
Serbia MiG-29, Eagle, Sea Gull G-4, Gull G-2, UTVA-75, Gazzele SA-341 and Swallow
Turkey F-16

Qui il sito ufficiale

E qui il post che avevo fatto un po' di tempo fa sul museo dell'aviazione all'aeroporto di Belgrado.