venerdì 30 aprile 2010

Prvi maj


Questo post è dedicato al mio amico Kulio che lavora alla Primo maggio.
Kulio è venuto in Italia per accompagnare i bambini a giocare a basket a Ivrea ed è così bello che le ragazze si fermavano per strada a guardarlo.
In un negozio la commessa mi ha detto : ma è un attore ?
Di più, ho risposto, è una favola !
La fabbrica Primo Maggio vanta una tradizione di oltre mezzo secolo.
La Primo Maggio è stata istituita nel 1956 a Cacak e produce prevalentemente colla.
Da Cacak la fabbrica si è espansa in altre parti della Serbia.
La fabbrica vanta capacità ed esperienza dei servizi tecnici, sviluppo della tecnologia, ricerca e sviluppo e la Primo Maggio offre una soluzione a tutti i livelli di ingegneria e architettura.
Ha requisiti di progettazione per l'occupazione, da un lato, e risolve i problemi nella pratica di costruzione, d'altro canto.
La Primo Maggio offre un assortimento attentamente selezionato di ciclo tecnico (sistemi) e servizi a tutti i partecipanti nel settore delle costruzioni.


Buon primo maggio a tutti !
Najveci u svemiru !

giovedì 29 aprile 2010

Massacrato di botte a tredici anni perchè serbo

Massacrato di botte a tredici anni, di fronte alla sua cuginetta di 17 terrorizzata, perché “stranieri”. E’ quanto è accaduto a due cuginetti di origine serba aggrediti sabato scorso nei pressi del Palazzetto dello sport di Cassano Magnago (Varese) da cinque minorenni italiani al grido di “Serbi di merda, tornate nel vostro Paese”. Secondo gli investigatori del commissariato di Gallarate, il 13enne residente a Busto Arsizio e la cugina diciasettenne residente a Cassano Magnago sono stati avvicinati, inseguiti e raggiunti dal gruppo di giovanissimi balordi che dopo averli pesantemente insultati con epiteti razzisti, hanno spintonato il ragazzino facendolo cadere per terra e qui lo hanno preso ripetutamente a calci. Portato in ospedale a Gallarate da alcuni parenti, la 17enne è stata dimessa con un giorno di prognosi per “ansia reattiva” (di fatti lo stato di choc), mentre il tredicenne è stato ricoverato nel reparto di pediatria con una prognosi di un mese per la frattura scomposta della tibia e del perone destri, oltre a diverse escoriazioni al capo. Ieri, grazie alle testimonianze dei due giovani che conoscevano di vista alcuni degli aggressori, la polizia ha denunciato per lesioni e ingiurie aggravate dai motivi di discriminazione razziale alla Procura presso il Tribunale dei minorenni di Milano cinque ragazzini di Cassano Magnago, uno dei quali non imputabile perché di età inferiore ai 14 anni.
15 dicembre 2009

www.leggo.it

martedì 27 aprile 2010

Dario Knezevic

E' una cosa impossibile !! Io continuo a parlare di calcio e non so' cos'è ! Maschietti della crew.. mettetevi una mano sulla coscienza !
Ma stavolta sono contenta perchè Dario è uno strafigo e poi perchè è stato uno dei miei primi post qui su balkan, ma era venuto così male quel post che l'ho cancellato !!
Oltretutto questo era un testo che mia figlia stava leggendo in tedesco e non mi ricordo il link giusto. Perdonate se qualcuno prima o poi mi manda in galera e non mi fanno tenere nemmeno un pc portatile !


Dario Knežević (Fiume, 20 aprile 1982) è un calciatore croato, difensore del Livorno e della Nazionale di calcio croata.
Cresce in Croazia giocando per il club della sua città natale, l'HNK Rijeka, con la cui maglia conquista due Coppe di Croazia consecutivamente nel 2004/05 e nel 2005/06. Dopo un brillante inizio di carriera si guadagna la nazionale, con la quale gioca in amichevole a Livorno contro l'Italia, campione del mondo in carica, il 16 agosto 2006. Durante la partita mette in mostra le sue doti tecniche, marcando ottimamente Cristiano Lucarelli che, stupefatto della prestezione, consiglia l'acquisto al suo presidente, Aldo Spinelli. Nello stesso mese di agosto, il Livorno si aggiudica il cartellino, per la cifra di 500.000 euro, facendogli firmare un contratto triennale fino al 2009.
Giunto a Livorno, esordisce in Serie A il 25 Ottobre nella sconfitta al Meazza contro l'Inter 4-1, ma conferma nel proseguo della stagione le aspettative, dimostrando le ottime qualità ed impressionando soprattutto per la sicurezza in fase difensiva. Un infortunio lo tiene fuori dai campi di gioco per mesi, lasciandolo per il resto della stagione in attesa del recupero. Nonostante lo stop, le poche gare giocate, 11 nella prima stagione con una rete, basta alla società per confermarlo per l'anno successivo, concedendogli un posto da titolare, nel centro della difesa. Nella seconda stagione in maglia livornese gioca 35 partite, realizzando 3 reti.
Nell'estate successiva è al centro di una vicenda di calciomercato tra Juventus e Torino, entrambe interessate al suo acquisto. Inizialmente il presidente Spinelli lascia intendere di averlo ceduto ad una delle prime quattro classificate, per poi siglare l'accordo per la cessione con la società granata. Nella notte del 30 Giugno, tuttavia, è il direttore sportivo juventino Alessio Secco a raggiungere l'accordo con lui ed il direttore generale del Livorno Elio Signorelli, sulla base di un prestito annuale per 700 mila euro con diritto di riscatto a 1,5 milioni per la società bianconera. Dopo il giudizio positivo dello staff medico riguardo al ginocchio infortunato, diventa a tutti gli effetti un giocatore della Juventus.


Esordisce in maglia bianconera il 30 Settembre nella gara di Champions League pareggiata 2-2 contro l'FC BATE a Borisov, nella gara disputata il 29 ottobre contro il Bologna subisce un infortunio al ginocchio sinistro ed il relativo distacco di un frammento cartilagineo, per cui viene operato il 2 Novembre con prognosi di 90 giorni.
Esordisce nella Nazionale di calcio croata il 1º febbraio 2006 contro Hong Kong, gara in cui realizza anche la prima rete con la maglia biancorossa. Dopo l'ottima stagione 2007/08 viene convocato per l'Europeo in Svizzera ed Austria dal CT croato Slaven Bilić. Durante la terza gara della competizione, giocata da titolare contro la Polonia, in uno scontro con il suo portiere Vedran Runje si procura uno stiramento ai legamenti del ginocchio sinistro.



Dario Knezevic

lunedì 26 aprile 2010

Medjugorje


In Serbia mi sono sempre stupita di come di tre televisori rotti riescano a farne uno funzionante. Da piccola mi sono sempre stupita di come mia nonna riuscisse a mettere sempre qualcosa in tavola avendo qualche gallina, qualche coniglio e un po' di orto. Al lavoro mi sto stupendo di me stessa perchè per pochi euro l'ora riesco a fare i miracoli e così anche le mie colleghe cercando di salvarci dal fallimento.
Tutto questo per dire che finalmente ho trovato un escamotage per parlarvi di Medjugorje.
Sì, perchè ogni volta che nominavo questo posto si alzavano cori di protesta e iniziavano discorsi infiniti.
Nei giorni scorsi ero davanti alla tv quando ti vedo Magalli nel suo programma su Rai 2 "I fatti vostri" che presenta Raffaella Mazzocchi, una bellissima ragazza che è stata miracolata a Medjugorje.
Interessata seguo la trasmissione. Raffaella soffriva di una grave infiammazione al nervo ottico dell'occhio destro e questa infiammazione le portava anche numerose crisi epilettiche. Nessuna cura sembrava fare effetto e sua nonna le aveva consigliato un viaggio a Medjugorje.
Raffaella ci andò con sua cognata e non pensava assolutamente a chiedere un miracolo, ma, semplicemente, era là per pregare.
Ad un certo punto sua cognata disse che il sole danzava e Raffaella guardando il sole rimase accecata al punto che aveva paura di aver perso anche la vista dall'altro occhio, ma dopo un attimo iniziò a vedere bene da tutte e due gli occhi, anche da quello malato.

Medjugorje
La parrocchia di Medjugorje

sabato 24 aprile 2010

Il 25 Aprile della nostra crew con Dino Casavola


Foto del cnj

Mio padre non voleva fare il militare: nel ’38 non si presentò alla chiamata di leva. Vennero dei gentili carabinieri ad accompagnarlo in caserma e fece la conoscenza con le Forze Armate in una cella del castello di Pavia.
Passano due anni, termina la leva e Dino Casavola torna a casa. L’Italia dichiara guerra alla Francia. Il tempo di riprendere la sacca militare e raggiunge il col di Tenda. Tutto tranquillo o quasi: la Francia, allo stremo per l’invasione tedesca, firma l’armistizio dopo pochi giorni (non prima di aver bombardato dal mare la città di Genova).
Forse, avrà pensato mio padre tornando a casa, la guerra non era così brutta… e arriva una nuova chiamata: ci si imbarca a Brindisi per raggiungere l’Albania.
Dall’Albania, gli italiani volevano spezzare le reni alla Grecia, i greci non erano della stessa opinione e ce lo stavano spiegando anche troppo chiaramente.
L’inverno albanese rimarrà un ricordo costante per mio padre, che odierà gelo e neve per il resto della vita. Intanto la guerra continua, con la primavera arrivano i tedeschi, e finalmente anche gli italiani entrano in Grecia.
Arriva anche il settembre ’43: l’armistizio. I reparti italiani ricevono notizie contraddittorie, e in qualche maniera anche all’interno della Grecia arrivano voci su Cefalonia e i massacri tedeschi. Cosa successe a quel gruppo di soldati italiani non lo so, ma Dino Casavola fece in tempo a raggiungere la montagna, finendo con i partigiani. Imparò il greco.
Nel frattempo in Grecia sbarcano gli inglesi e i tedeschi si ritirano. I partigiani greci e i soldati inglesi troveranno anche il tempo per spararsi tra loro per decidere chi avrebbe comandato in Grecia negli anni a venire.
Mio padre si ritrova prigioniero degli inglesi. Comincia una nuova avventura: a piedi… dalla Grecia all’Egitto, lungo tutta la sponda orientale del Mediterraneo. “L’elmetto degli inglesi, il più scomodo che abbia mai indossato…” mi dirà.
In Turchia vide come i superiori trattavano le loro truppe (e ringraziò di non aver dovuto fare lì il militare).
Campo di prigionia – Egitto: ci rimase più del previsto e riportò in Italia un’abbronzatura che resisterà per il resto dei suoi anni.... altro ricordo che durerà un po' di anni: la malaria. Non c’era molto da fare: imparò un po’ d’inglese e la Divina Commedia a memoria (l’unico libro a sua disposizione)
Finalmente il 25 aprile! La guerra è finita e piano piano ritornano in Italia i soldati fatti prigionieri (qualcuno no, ma questa è un’altra storia). Gli inglesi se la prendono comoda con i rimpatri e in quel campo di prigionia in Egitto scoppia una rivolta. Responsabili e presunti tali (lui è nel gruppo) saranno gli ultimi a rientrare, nel 1946.
Ecco la storia di un uomo che non voleva fare il militare e se ne fece otto anni, come soldato, come partigiano e infine come prigioniero, uscendone vivo.
Quando ero ragazzo, avrei voluto parlare con lui di come furono quegli anni. Ma quasi tutte le volte la risposta era la stessa: “ Non è stato divertente, non ho molta voglia di parlarne.”
Così è nata questa ricostruzione, reale o forse immaginaria, raccogliendo frammenti di discorsi e reticenze.
Che dire ancora? A 77 anni passati, anche Dino Casavola smise col lavoro. Ero contento, perché finalmente avrebbe potuto godersi il riposo, la calma, i nipoti. Neanche sei mesi dopo, una malattia lo portava via nel giro di un mese. Era il 4 luglio 1998.
Fabrizio Casavola

Dino Casavola

venerdì 23 aprile 2010

FK Obilić Belgrado


Come ormai è consuetudine e normalità, anche chi conosce molto poco i Balkani, mi porta links e notizie. Così il mio amico Aldo mi ha parlato di questa squadra e io non sapevo nemmeno che esistesse !

Il FK Obilić (cir. ser. Фудбалски клуб Обилић, alf. lat. Associazione Calcio Oblić), noto come Obilić, è una club calcistico di Belgrado, capitale della Serbia.
Fondato nel 1924, cominciò a farsi conoscere nel 1995, raggiungendo la finale della Coppa Nazionale Jugoslava: pur sconfitto (0-0 e 0-4) dalla Stella Rossa Belgrado (già campione di Jugoslavia), si qualificò per la Coppa delle Coppe.
Durante la presidenza di Željko Ražnatović "Arkan", comandante di truppe paramilitari serbe durante le guerre dei Balcani, noto per la sua crudeltà e spietatezza, l'Obilić nel 1998 vinse il suo primo (e finora unico) campionato jugoslavo, arrivando a disputare un'altra finale della Coppa di Jugoslavia (persa per 0-0 e 0-2 con il Partizan Belgrado).
Gioca nello Stadio Miloš Obilić, che può contenere 4.500 spettatori.
I colori sociali sono blu e bianco.
Tratto da wiky


Miloš Obilić ( in serbo cirillico : Милош Обилић; morto nel 1389) era un cavaliere medievale al servizio del principe Lazar , principe di Moravia, Serbia .
Poco si sa del personaggio storico, ma ha un posto di rilievo nella sconfitta serba nella battaglia del Kosovo come il leggendario assassino del sultano ottomano Murad I . Miloš divenne una figura importante nella poesia epica serba , in cui egli viene elevato al livello della nobile eroe nazionale . Insieme con il martirio del principe Lazar e il tradimento presunto di Vuk Brankovic , Miloš divenne parte integrante della tradizione serba e del mito della battaglia di Kosovo. Dal 19 ° secolo, Miloš è venerato come un santo nella Chiesa serba . Oggi, i serbi lo considerano come una parte del loro patrimonio culturale.

Milos Obilic'

giovedì 22 aprile 2010

La bandiera serba a Rovereto: onore a tutte le vittime della guerra

Carissimi,
per fortuna è arrivata Ana del Centro europeo a scrivere qualcosa. Io avrei dovuto tradurre dal serbo e sarebbe stata una catastrofe !


Qualcuno aveva detto che la grandezza di un popolo si misura dal rispetto che la gente ha per loro origini e per la tradizione passata. Ci sono voluti tanto tempo e tanto lavoro per aggiungere la bandiera serba al monumento storico di Rovereto.
Questa cerimonia importante è stata organizzata sotto il patrocinio di "Kolo srpskih sestara" e "Srpska Sloga " ed il nostro rappresentante Djordje Milovanovic che era il padrino della manifestazione. Tuttavia, il pilastro più importante di questa iniziativa simbolica era la Chiesa ed il popolo serbo che è venuto da tutte le parti d'Italia per celebrare l'innalzamento della bandiera serba e onorare le vittime della guerra.
Rovereto, 18.04.2010
Tratto dal Centro Europeo per lo sviluppo

PODIZANJE SRPSKE ZASTAVE