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sabato 20 febbraio 2010

Quattordicesima lezione di italiano


... e forse anche ultima !!!
Perchè ho trovato finalmente il sito giusto !!
Dopo numerosi tentativi ecco il sito che fa per voi !

In Italia, l'italiano per stranieri con Nataša Cosic (Olga)

venerdì 5 febbraio 2010

Tredicesima lezione di italiano


e adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perche' scegliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re.
perdere l'amore
quando si fa sera
quando tra i capelli un po'
d'argento li colora
rischi d'impazzire
puo' scoppiarti il cuore
perdere una donna e avere voglia
di morire.
lasciami gridare
rinnegare il cielo
prendere a sassate tutti i
sogni ancora in volo
li faro' cadere ad uno ad uno
spezzero' le ali del destino
e ti avro' vicino.

comunque ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo le tue scelte
chissa' che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuol bene.
perdere l'amore
quando si fa sera
quando sopra il viso c'e' una ruga
che non c'era
provi a ragionare
fai l'indifferente
fino a che ti accorgi che non
sei servito a niente
e vorresti urlare
soffocare il cielo
sbattere la testa mille volte
contro il muro
respirare forte il suo cuscino
dire e' tutta colpa del destino
se non ti ho vicino

perdere l'amore
maledetta sera
che raccoglie i cocci di una vita
immaginaria
pensi che domani e' un giorno nuovo
ma ripeti non me l'aspettavo
non me l'aspettavo
prendere a sassate
tutti i sogni ancora in volo
li faro' cadere ad uno ad uno spezzero'
le ali del destino e ti avro' vicino.
perdere l'amore.


il lo la i gli le

lo amore = l'amore
lo indifferente = l'indifferente

Gli articoli determinativi
Perdere l'amore

sabato 23 gennaio 2010

Dodicesima lezione di italiano


Io ho un amico che mi ama,
mi ama e mi perdona.
Io ho un amico che mi ama,
il suo nome è Gesù.

La lettera h è un simbolo puramente grafico, cioè una lettera “muta” che non si pronuncia, ma che svolge ugualmente alcune utili funzioni:

■rende gutturali la c e la g davanti alle vocali i ed e: chiesa, ghiro;
■aiuta a distinguere il verbo avere in alcuni casi di omofonìa, cioè di identica pronuncia:
ho (verbo) – o (congiunzione)
hai (verbo) – ai (preposizione articolata)
ha (verbo) – a (preposizione semplice)
hanno (verbo) – anno (sostantivo)
■si usa nelle esclamazioni: ahi!, ehi, ah!, oh, ecc., sia per dare alla pronuncia un tono particolare, sia per evitare, in alcuni casi, la confusione con: ai (preposizione articolata), a (preposizione semplice), o (congiunzione), ecc. Attenzione: nelle esclamazioni la h segue sempre la prima vocale: ah, oh (NON: ha, ho che sono voci del verbo avere, né: hey che è inglese), e può essere seguita da un’altra vocale: ehi, ahi, ohi, ecc. A titolo di curiosità ricorderemo inoltre che la h sopravvive in alcuni nomi propri o geografici di origine latina (Rho, Thiene, ecc.).
www.scrittinediti.it

Io ho un amico che mi ama
Massimo Bugani

sabato 16 gennaio 2010

Undicesima lezione di italiano


Acqua azzurra, acqua chiara
Ogni notte ritornar
per cercarla in qualche bar,
domandare ciao che fai
e poi uscire insieme a lei.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
Nei tuoi occhi innocenti
posso ancora ritrovare
il profumo di un amore puro,
puro come il tuo amor.
Ti telefono se vuoi
non so ancora se c'e' lui ...
accidenti che faro'
quattro amici trovero'.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
Nei tuoi occhi innocenti
posso ancora ritrovare
il profumo di un amore puro,
puro come il tuo amor
Da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere...
Sono le quattro e mezza ormai
non ho voglia di dormir
a quest'ora, cosa vuoi,
mi va bene pure lei.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere
Acqua azzurra, acqua chiara
Nei tuoi occhi innocenti....

Acqua azzurra, acqua chiara


La lettera q non ha un suono proprio e si pronuncia sempre unita alla u formando il nesso qu che si lega alla vocale seguente: qua, que, qui, quo:ac-qua, que-sto, a-qui-la, quo-ta. Attenzione a non fare confusione con: -cua, -cue, -cui, -cuo (proficua, innocue, taccuino, cuoco). In alcuni casi la differenza è sensibile: mentre in aquila la u, inglobata alla q, quasi non si pronuncia e si scivola velocemente sulla i, in cui la u ha tutto il suo valore vocalico e si pronuncia distintamente: Il cui libro. Purtroppo non sempre il suono può aiutarci: quota e cuore si pronunciano allo stesso modo pur scrivendosi diversamente. Quanto al problema del raddoppio, si risolve con cq: acqua, acquistare (e in questo caso la divisione sillabica spezza le due consonanti: ac-qua, ac-quistare); fa eccezione soqquadro, con due q perché la parola è formata col prefisso latino sub che raddoppia la consonante iniziale (così come in: sommossa o sottrarre).
Tratto da scrittinediti.it/blog/2009/02/05/appunti-di-grammatica-italiana-1-ortografia

domenica 3 gennaio 2010

Sogno di Skopje



Un po' di tempo fa vi abbiamo presentato il primo libro (scritto in lingua macedone) di Biljana Petrova, la nostra amica di Skopje. Ora abbiamo una bella notizia: Biljana sta per pubblicare un libro in italiano! Il libro sara' presentato a Bologna, il 15 gennaio 2010 e vi terremo informati sui dettagli.

Ecco la prima intervista a Biljana (BP)  fatta da Miran Oblomov (MO), un etologo di specie estinta, sull'uscita del nuovo libro "Sogno di Skopje". Potete leggere altre infromazion su "Cahier di viaggio"  la collana di Edizioni Historica diretta da Francesca Mazzuccato.


MO: Posso darle del tu?

BP: Certo, prof. Oblomov, e devo dire subito che per me e' un onore essere qui a rispondere ad un egregio professore, ho letto delle sue ricerche nel dipartimento di biologia di Emildonia e quindi con molto piacere rispondo a lei, o le do del tu anch'io?

MO: Facciamo chiarezza, dammi del Lei. Perchè Skopjie?

BP: Sono nata e cresciuta a Skopje, e' la mia citta', ogni giorno respiro e vivo e sogno (di) Skopje..

MO: Non hai risposto, o hai risposto parzialmente. "perchè Skopjie"?

BP: Lei e' davvero troppo meticoloso. Perche' Skopje? Anche perche' Belgrado era troppo lontano e ad Atene svenivano i Pinguini..
forse la risposta migliore sarebbe leggere il petit cahier..
ma con poche parole: di skopje si sogna ogni giorno, con occhi aperti e con la fantasia, e con il cuore.
I sogni non finiscono mai..semmai, si avverano, ma dopo questo non sono piu' sogni :)
Questo sogno e' un omaggio a tutti quelli che portano Skopje nel cuore, che sono stati qui e vorrebbero tornare di nuovo, o che un giorno arriverano...

MO: Hai risposto a una domanda che non aveva risposta (perchè no!!!??). Comunque, la mia seconda domanda cui tu hai risposto anticipandomi telepaticamente, era: "Cosa sognate a skopjie di bello, e come sognate?
E dopo che sono stati sognati dove finiscono i vostri sogni?"
Vuoi aggiungere altro a questa ciangotteria?

BP: Giuro che volevo rispondere "Perche' no" ma mi pareva troppo ovvio e trasparente per un discorso cosi' oblique e laterale come questo intervista...
Ciangotteria? Mi dica professore, cosa vuol dire?
Intanto voglio dire che il petit cahier fa parte di una collana internazionale e segue le orme di un grande cahier (in ogni senso) di Francesca Mazzucato, direttrice e curatrice della collana.

MO: "ciangotteria" è chiacchiere, ma non sono sicuro sia italiano. Pensavo che dalla macedonia s'intuisse. Innanzitutto, cos'è un cahier?

BP: Cahier, letteralmente vuol dire "quaderno" in francese, quindi, prendere appunti, note, impressioni, ricordi e sogni di un viaggio...nei cahier di viaggio.
Visto che io sono in Skopje, il viaggio e' una metafora, e' un viaggio oneirico, poetico, ma sempre dedicato alla storia, alla magia di Skopje.

MO: Specificatamente, prima di entrare nel tuo sogno e nel tuo viaggio senza valigie, vorrei chiederti quali sono i tuoi riferimenti
letterari, in modo di consentire ai lettori di capire da subito chi hai copiato. Dimmi.

BP: Ah, ma professore, non si dice copiare, si dice "rende un'omaggio" (che poi e' la stessa cosa).
I miei riferimenti letterari innanzitutto sono sempre e comunque i grandi scrittori del realismo magico, come Marquez, Rushdie, Calvino et al..
In questo caso si potrebbero intuire anche alcuni esempi da oscuri scrittori macedoni e balcanici, ma siccome il libro e' per i lettori italiani, non capira' mai nessuno.
E ci sono anche riferimenti ai viaggiatori anonimi, amici che sono stati qui, a Skopje, che magari ritroveranno le sue tracce nel mio testo, dopo avermi raccontato loro esperienze..

MO: ...E ti quereleranno per diffamazione..Ti sei già collocata in una corrente, perchè?

BP: No, no, mi hanno dato loro "benestare". Mi sono collocata in una corrente perche' credo sia la corrente migliore per esprimermi, permette tutto ed e' una ottima cornice per la mia immaginazione spesso troppo ricca e imprevedibile...Se mi permette un cliche', mi sento come pesce spada nel corrente..

MO: Bellissimo correlativo soggettivo! Li adoro. Io penso che lei faccia delle gran belle insalate di parole. Ma buttiamoci, "a babbo morto" (anche perchè mio padre è morto davvero), nelle frescura delle pagine del suo libro appena stampato. Quando nasce "il sogno di Skopjie",nel tuo tempo relativo e tra le righe, c'è un 'incipit vero e proprio come " sapete com'è la mattina presto, là, all'Havana..."? E se si, com'è?

BP: Insalate di parole..certo professore, dimentica che sono dalla Macedonia, piu' insalata di cosi' ..si, buttiamoci (la parentesi del tuo dolore la togliamo, immagino)
Il sogno di Skopje nasce all'improvviso, tra un log in e altro, alla tastiera, nello spazio virtuale tra Twitter e Facebook, come un ponte, l'idea arriva come un treno e io da buona pendolare parto..
E poi, un evento davvero importantissimo con cui questo sogno ha preso ali...la visita ad una cripta dove tra i resti dei soldati caduti nella prima guerra mondiale, c'era anche la targa sulla salma di un soldato italiano. Era una coincidenza straordinaria, ho deciso di rendere omaggio a questo soldato, questo episodio fa parte del sogno in una maniera particolare.

MO: E se dicessimo "una julienne di nuances" le pare più chic.?In che termini inizia l'inizio?

BP: "una julienne di nuances"..tres chic ...mi piace moltissimo...
L'inizio inizia come ogni sogno...nella terra di nessuno, quella sublime tra la veglia e l'incoscio. Una cartolina di Skopje che diventa viva ..e cosi' inizia il viaggio..

MO: Continua a darmi del Lei, per favore!Sei troppo laconica!. Mi dici allora, quanto del Cuore di Tenebra dei Balcani, che noi antipodi abbiamo conosciuto solo notando gli aerei partire carichi di bombe da Aviano e ritornare vuoti, c'è nel tuo Sogno? Pare sia una sorta di contaminazione ambientale laggiù, da voi.

BP: Niente delle contaminazioni nel mio sogno..e' un sogno pulito, decontaminato, chiaroscuro e sfumato.
Sono laconica apposta, egregio professore, dobbiamo lasciare qualcosa in sospeso per i lettori no?
...
Mi scusi per la mancanza della forma del Lei di prima, ma da autodidatta in italiano, trovo questa forma molto difficile. Comunque per Lei sto facendo lo sforzo, perche' le stimo..

MO: Autodidatta? Non ci crede nessuno. Lei sa d'accademia! Posso dirti che fino a ora non ho capito ancora nulla del tuo libro? E se non ci fosse nulla da capire? Esiste una trama, una canovaccio, uno straccio di abbozzo di improvvisazione di storia da raccontare? ( qui Oblomov diventa notoriamente molesto)

BP: E invece si! Autodidatta. Proprio come Conrad nella sua allusione di prima. Nel Sogno di Skopje non c'e' ne Mr. Kurz, ne una trama nel senso classico, e' un Sogno for crying out loud..lei capisce i sogni? Ci sono stracci di abbozzi ma sono come ombre, nel tempo e nello spazio..
Capira' dopo aver letto il libro, il libro e' onirico e poetico, e la poesia, si sa, non si racconta. (B. diventa bambina capricciosa).

MO: Ciurla nel manico, eh? Comunque di una cosa sono contento: che non siamo davanti al solito racconto balcanico in cui si parla del solito cuore di tenebra del balcani.Dato, per assurdo, che questi balcani esistano. D'accordo la poesia non si spiega, accade, come la neve o la pioggia. Sarebbe felice se la paragonassi a Dylan Thomas nel suo racconto di racconnti "molto presto di mattina"?

BP: Onoratissima..e felicissima..grazie.

MO: Intervista evitante, mi pare. Ultima domanda, lei ama la musica balcanica, con trombette, fisarmoniche, piatti e finti tzigani con baffi altrettanto finti?

BP:No. Mai e poi mai. Non sono il tipo.

MO: E' l'unica cosa che mi interessava sentir dire. Ciao, eh.

sabato 28 novembre 2009

Decima lezione di italiano


Uno su mille

Gianni Morandi

Se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno sei finito
non ci credere
devi contare solo su di te
uno su mille ce la fa
ma quanto è dura la salita
in gioco c'è la vita
il passato non potrà
tornare uguale mai
forse meglio perché non tu che ne sai
non hai mai creduto in me
ma dovrai cambiare idea
la vita è come la marea
ti porta in secca o in alto mare
com'è la luna va.

Non ho barato né bleffato mai
e questa sera ho messo a nudo la mia anima
ho perso tutto ma ho ritrovato me
uno su mille ce la fa
ma quanto è dura la salita
in gioco c'è la vita
tu non sai che peso ha
questa musica leggera
ti ci innamori e vivi
ma ci puoi morire quand'è sera
io di voce ce ne avrei
ma non per gridare aiuto
nemmeno tu mi hai mai sentito
mi son tenuto il mio segreto
tu sorda e io ero muto
se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno
sei finito non ci credere
finché non suona la campana vai

Uno su mille
I numeri italiani

1.000
mille millesimo
10.000
diecimila diecimillesimo
100.000
centomila centomillesimo
1.000.000
un milione milionesimo

un albero - una casa - uno scolaro
due alberi - due case - due scolari

sabato 21 novembre 2009

Nona lezione di italiano



Apro gli occhi e ti penso
ed ho in mente te
ed ho in mente te
io cammino per le strade
ma ho in mente te
ed ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
io lavoro piu' forte
ma ho in mente te
ma ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
cos'ho nella testa
che cos'ho nelle scarpe
no non so cos'e'
ho voglia di andare uoh uoh
di andarmene via uoh uoh
non voglio pensar ma poi ti penso
apro gli occhi e ti penso
ed ho in mente te
ed ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te

Present to have
Io ho, tu hai, egli ha, noi abbiamo, voi avete, essi hanno

Io ho in mente te.

venerdì 13 novembre 2009

Ottava lezione di italiano



Io sono qui - I am here

Dove sono stato in tutti questi anni
io me ne ero andato a lavarmi i panni
dagli inganni del successo
A riscoprirmi uomo
io sempre lo stesso
piu' grigio ma non domo
Siamo tutti dentro la storia tardi o presto
E io sono qui
Tutti in liberta' provvisoria in arresto
o a nasconderci
E dove eravamo rimasti chissa' dove
Ma io sono qui
Forse prigionieri o fuggiaschi
forse altrove a difenderci
La realta' mi ha fatto atterrare
il mio errore fu di errare
e non ero un eroe
Ma sono vivo e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato tu devi arrenderti
Ci sono io e sono qui
con la pazzia di stringerti
Mi hai perquisito gli occhi e sai
sono pulito
non posso ucciderti mai piu'
E si torna a scendere in pista
un' altro viaggio
e io sono qui
Non perdiamoci piu' di vista
ne' il coraggio di riprenderci
Dentro l'abito della festa quello scuro
ora sono qui
l'unica paura che resta del futuro e' di non esserci
Tra sparare oppure sparire
scelgo ancora di sperare
finche' ho te da respirare
Finche' ho un cielo da spiare
per sapere che
Io sono vivo e sono qui
e vengo dentro a prenderti
Da solo disarmato innamorato
tu devi arrenderti
Ci sono io e sono qui
perche' ora so pretenderti far fuori la tua scorta
e fuori dalla porta saro' ad attenderti cosi'
E scrivero' il mio nome sui fogli della gente
fino a sapere come
Mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiu' sto a chiedere perdono
se non sono un uomo giusto
Ma sono giusto un uomo
Sono qui e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
e devi arrenderti
Se sono io e sono qui
e resto qui a viverti per vivere
da qualche parte a mettere le porte al vento
Per questo io sono qui
Per questo io sono qui

To be. Present.
Io sono, tu sei, egli è, noi siamo, voi siete, essi sono
Su qui, quo,qua l'accento non ci và !

Claudio Baglioni

sabato 7 novembre 2009

Settima lezione di italiano


Nessuno
di Giovanni Pellino

C’è una strada per andare dove l’odio non c’è
Senza muri né paure senza più bandiere su di noi

Qui non c’è nessuno che vuole sentirti gridare più forte
Qui non c’è nessuno che vuole vederti volare nella notte

Solo un passo nel futuro per sentire com’è
Non è tempo di fuggire è tempo di tornare a vivere
Qui non c’è nessuno che vuole sentirti gridare più forte
Qui non c’è nessuno che vuole vederti volare nella notte
Meglio che non dici a nessuno che in fondo ancora stai sperando
Meglio che non alzi la voce se rompi il silenzio cantando

C’è una sola direzione per uscire da qui
Ed è arrendersi incondizionatamente all’amore e dire di si

Ma qui non c’è nessuno che vuole sentirti gridare più forte
Qui non c’è nessuno che vuole vederti volare nella notte
Meglio che non dici a nessuno che in fondo ancora stai sperando
Meglio che non alzi la voce se rompi il silenzio cantando
E ti troverai nell'istante in cui ogni sguardo sarà spento e gelido
E ti sembrerà che davvero tu sbagli sognando contromano
Tu sbagli sognando


CHE = very big problem in our language !
Questo pronome assume solo il ruolo sintattico di soggetto e complemento oggetto. Considerando i seguenti enunciati:
La donna che vende la verdura è una mia amica
La donna che vedi è una mia amica
vedremo come il pronome che riveste nella frase subordinata del primo esempio il ruolo di soggetto ('la donna vende'), mentre nel secondo esempio riveste invece il ruolo di complemento oggetto ('tu vedi la donna').
Altri esempi:
1.complemento oggetto:
il gioco che ho comprato costa molto.
il libro che leggo è molto interessante.
la gonna che ho comprato è nuova.
2.soggetto:
il ragazzo che sta parlando è un mio amico.
l'amico che mi ha prestato il libro mi ha telefonato per riaverlo.
Questo pronome nella lingua italiana non fa dunque distinzioni per il caso come avviene invece in francese (qui per il soggetto oppure que per il complemento), né tiene conto di aspetti semantici come la distinzione tra cose e persone (in inglese, per esempio, si distinguerebbe tra which per le cose e who/whom per le persone).
From Wiky

Nessuno by Neffa

venerdì 30 ottobre 2009

Sesta lezione di italiano


Le doppie !!

La voglia scalpitava, strillava,
tuonava..cantava..
Da notte fonda nel petto di..
Paola..oh..Paola..
La noia quella sera era troppa
E cercava, chiamava
200 principi e invece lei era la
dama del castello
RIT:
Il tuo è un rosso relativo
Senza macchia d'amore ma adesso
Canterà dentro di te
Per la gran solitudine e..
Forza..amati per questa sera
Che domani torni in te ma
Non ti diverte perché
Vuoi qualcosa di più facile.

La timidezza c'era ma svaniva,
scappava di notte..si dileguava
dagli occhi di..
Paola..oh..Paola
Giocava a rimpiattino nascondeva
E mostrava, cercava
Il cacciatore e invece lei era la
Preda dentro il bosco

RIT:
...
E non riposi più
Solo lo schermo e tu (e provo pena)
Tastiera e anima
Posso dimostrarti adesso che ha
Ben altre forme il sesso...

La voglia scalpitava, strillava, tuonava..cantava..
Da notte fonda nel petto di..
Paola..oh..Paola..
La noia quella sera era troppa
E cercava, chiamava
200 principi e invece lei era la
Dama del castello

Strillava, notte, petto, troppa, castello, rosso, adesso, timidezza, scappava, occhi, rimpiattino, cacciatore ...

Rosso relativo

sabato 24 ottobre 2009

Quinta lezione di italiano

Waiting for Zeljko in desperated way !!


Se bastasse una bella canzone
a far piovere amore
si potrebbe cantarla un milione
un milione di volte
bastasse già
bastasse già
non ci vorrebbe poi tanto a imparare ad amare di più
se bastasse una vera canzone
per convincere gli altri
si potrebbe cantarla più forte
visto che sono in tanti
fosse così fosse così
non si dovrebbe lottare per farsi sentire di più
se bastasse una buona canzone
a far dare una mano
si potrebbe trovarla nel cuore
senza andare lontano
bastasse già bastasse già
non ci sarebbe bisogno di chiedere la carità
dedicato a tutti quelli che
sono allo sbando
dedicato a tutti quelli che
non hanno avuto ancora niente
e sono ai margini da sempre
dedicato a tutti quelli che
stanno aspettando
dedicato a tutti quelli che
rimangono dei sognatori
per questo sempre più da soli
se bastasse una grande canzone
per parlare di pace
si potrebbe chiamarla per nome
aggiungendo una voce
e un'altra poi e un'altra poi
finche diventa di un solo colore più vivo che mai
dedicato a tutti quelli che
sono allo sbando
dedicato a tutti quelli che
hanno provato ad inventare
una canzone per cambiare
dedicato a tutti quelli che
stanno aspettando
dedicato a tutti quelli che
venuti su con troppo vento
quel tempo gli è rimasto dentro
in ogni senso
hanno creduto cercato e voluto che fosse così

Se bastasse una bella canzone
Grande Eros !


Very difficult time : conditional
could - would
se bastasse, se fosse, se potrebbe, ci vorrebbe ...

If you come I would be happy, se venissi (tu) sarei felice
Se bastasse una bella canzone, if could be sufficent only a nice song

If you don't understand it's normally because this is only a despaerated message for our teacher Zeljko. He must start !!! I am not able !!!

sabato 3 ottobre 2009

Quarta lezione di italiano


Amami
ti voglio bene!
Con 24 mila baci
oggi saprai perché l'amore
vuole ogn'istante mille baci
mille carezze vuole all'ora.
Con 24 mila baci
felici corrono le ore
di un giorno splendido perché
ogni secondo bacio te.
Niente bugie meravigliose,
frasi d'amore appassionate,
ma solo baci che do a te,
ye.. ye.. ye.. ye.. ye.. ye.. ye!
Con 24 mila baci
così frenetico è l'amore
in questo giorno di follia
ogni minuto è tutto mio.

Niente bugie meravigliose,
frasi d'amore appassionate,
ma solo baci che do a te,
ye.. ye.. ye.. ye.. ye.. ye.. ye!
Con 24 mila baci
così frenetico è l'amore
in questo giorno di follia
ogni minuto è tutto mio.
Con 24 mila baci
felici corrono le ore
di un giorno splendido perché
ogni secondo bacio te


ogni istante / ogn'istante
alla ora / all'ora
di amore / d'amore
lo amore / l'amore

ogni minuto è tutto mio / every minut is mine
ogni minuto e ogni ora / every minut and every hour

uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci (from 1 to 10)



Emir kusturica and italian songs

24.000 mila baci e Bregovic

24.000 baci

venerdì 25 settembre 2009

TERZA LEZIONE DI ITALIANO

E' una cosa incredibile !
La sorte ci è avversa. Non vi immaginate quanto siano seguiti i nostri corsi di lingue e quanto spesso ci venga chiesto di continuare.
Io e Francy stiamo facendo il filo a due bei professori : Zeljko e Dashamir.
Purtroppo non si riesce ancora a decollare e cosi' ho deciso di fare un'ora di supplenza accontentando alcune ragazze di Cacak che stanno studiando l'italiano da sole.
La tecnica è molto diffusa !! Studiare una lingua con le canzoni !


Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare ...
sono un italiano!

Buongiorno Italia gli spaghetti al dente
un partigiano come presidente,
con l'autoradio sempre nella mano destra
un canarino sopra la finestra.

Buongiorno Italia con i tuoi artisti,
con troppa America sui manifesti,
con le canzoni fatte con amore e cuore,
con più donne sempre meno suore.

Buongiorno Italia, buongiorno Maria,
con gli occhi pieni di malinconia,
buongiorno Dio ... sai che ci sono anch'io.

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano,
lasciatemi cantare
una canzone piano piano.
Lasciatemi cantare,
perché ne sono fiero:
sono un italiano,
un italiano vero.

Buongiorno Italia che non si spaventa
con la crema da barba alla menta,
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV.

Buongiorno Italia col caffè ristretto,
le calze nuove nel primo cassetto;
con la bandiera in tintoria
e una Seicento giù di carrozzeria.

Buongiorno Italia, buongiorno Maria,
con gli occhi dolci di malinconia,
buongiorno Dio ... lo sai che ci sono anch'io.

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano,
lasciatemi cantare
una canzone piano piano.
Lasciatemi cantare,
perché ne sono fiero:
sono un italiano,
un italiano vero.


Importante :
anche io anch'io
la amica l'amica
lo udito l'udito
la autoradio l'autoradio
lo italiano l'italiano
chitarra ciao
spaghetti giorno

Presente indicativo del verbo essere:
io sono, tu sei, egli è , noi siamo, voi siete , essi sono

L'italiano vero di Toto Cutugno
Qui un piccolo aiutino


Opening in October the IX edition of La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, this year topic L'Italiano tra arte, scienza e tecnologia (Italian between art, science and technology), a challenge for all the scholars in finding a connection between human studies and science.

lunedì 2 marzo 2009

Seconda lezione di italiano

Hi everybody!
If you spent the last two weeks practicing reading, we can now move on to some basis of grammar.
Try to read the following dialog:

Mauro: Ciao, Anna!
Anna: Ciao Mauro, come stai?
Mauro: Sto bene, e tu?
Anna: Bene, grazie. E' un bel giorno oggi.
Mauro: Anche tu sei bella!
Anna: Grazie...
Mauro: Abbiamo la classe oggi?
Anna: Si, come ogni giorno.
Mauro: Bene, ho il libro, e sono pronto!

Now, if you know that BENE means good, CLASSE is a lesson, GIORNO = day, OGGI = today, ANCHE = also, BELLA, BELLO, BEL = nice, beautiful, OGNI = every, LIBRO = book, PRONTO = ready, try to translate the dialog yourself.

Did you get the point? I hope so.
We will now translate the whole dialog:
Mauro: Hi, Anna!
Anna: Hi Mauro, how are you?
Mauro: I'm good, and you?
Anna: Good, thank you. It's a beautiful day today.
Mauro: You are also beautiful!
Anna: Thanks...
Mauro: Do we have a lesson today?
Anna: Yes, same as every day.
Mauro: Good, I have th book and I'm ready!

So, now, when you have the whole translation, you can write down the phrases that you can use in every-day-conversation, such as:
Come stai? Bene, grazie.
E' un bel giorno oggi.
Sono pronto! if you are a male or sono prontA! if you are a female.

You will also notice the usage of words such as IL, LA and UN. Those are Italian articles, but we shall put them aside for now. We will get back to it once we learn some basic verbs and nouns. They will not make any difference in your understanding.
What really IS IMPORTANT are the two main verbs of Italian language, and they are both used here. We will now write them down, and you MUST now those two verbs even if someone wakes you up in the middle of the night! The verbs are TO BE and TO HAVE, and they are, same as in English, used to form other tenses than present. They are (needless to say) irregular, so you must learn them by heart:

TO BE
io sono - I am
tu sei - you are
lui, lei è - he, she is (there is no word in Italian for neutral gender)
noi siamo - we are
voi siete - you are
loro sono - they are

TO HAVE
io ho- I have
tu hai- you have
lui, lei ha - he, she has
noi abbiamo- we have
voi avete- you have
loro hanno - they have
MIND YOU: we never pronounce H in Italian!!

As you may see, each person has its own form of verb, so you can simply use, for example SEI, and it will be clear that you sad YOU ARE, it is not obliged that you say TU SEI.

TIP: Try to read the dialog as many times as possible. After several readings, you should almost know it by heart. That is a good way of making some kind of patterns in your brain, so later, you will be able to use different words in the same form of sentence.
Good luck with your reading, I will get back to you soon with more new information and some exercises!
Ciao!
Milica

domenica 15 febbraio 2009

Prima lezione di italiano

Lesson 1 - Lezione prima

Hello to all fans of Italian language and Italian culture! My aim here is to bring to you the bases of Italian language in lessons that are easy to understand, furthermore, that can serve you for self-learning.
Although it is hard to describe in written form how certain voices sound, I will do my best to make Italian alphabet and pronunciation as clear as possible.

Italian alphabet
Letters Names of the Letters Pronunciation
a a open A, as in sUn
b bi
c ci has a very interesting pronunciation: if
followed by A, O, U, or H, it is

pronounced as K; if followed by E or I,
it is pronounced as in Al Pacino.
d di
e e
f effe
g gi same rules as for C, plus, combination
of GN sounds like beginning of English
word "New"
h acca ALWAYS mute! We only write it, never
read it.
i i
l elle
m emme
n enne
o o
p pi
q cu is always followed by U, so we read this
combination (qu) as soft "kv", like in aqua
r erre
s esse if it is between two vowels, we read it as
Z in "buzzing", like in "casa". Otherwise,
it is "S". Combination of SC followed by
I or E (sci, sce), sounds like first sound
in English word "shoe".
t ti
u u
v vu
z zeta

Usually, Italian words are stressed on the next-to-the-last syllable. The written accent is used with a few monosyllables in order to distinguish them from others that have the same spelling but a different meaning, like in te', which means tea, and te, without accent means you.

For practice, you can try to read next words (it would be great to learn them, as well :)

casa house
fico fig
con with
Colesseo Colosseum
capo head
Cupido Cupid
cane dog
camera camera
caffè coffee
culla cradle

For the next group of words, bare in mind that c before e or i is like the English sound ch in chest:

cena supper
voce voice
cibo food
concerto concert
aceto vinegar
cinema cinema
cipolla onion
facile easy

For the next group, remember that ch (found only before e or i) is like the English k:

che that

chimica chemistry
perché because
fichi figs
chilo kilo
chi who
chiuso closed
anche also

Same rules that we have practiced here with C apply also to the letter G!
That would be all for the first lesson!
Practice hard, because very soon we will start with some grammar!
Ciao a tutti!
Milica

Our best teacher Milica !



Ciao! My name is Milca, and I'm into communication business! That means that I am PR Director of a very big confectionery company, but I graduated on Philological faculty, where I studied Italian language and literature. This two things are not as different as it might seem: communication is all about languages, and languages are my passion. Apart from my native language (Serbian-Croatian), I'm fluent in English and Italian, I can handle Greek and German, and I understand quite good Spanish and French. I know that knowledge is one of the greatest gifts of human kind, and I am also aware that one can expect a gift only after they have given one. That's why, I will be happy to share with you my knowledge of Italian. And if you have any question, don't hesitate to write me: prof.italian@gmail.com