martedì 17 febbraio 2009

Lingua serbo-croata. Lezione 11

Care/i amanti del serbo-croato, oggi avremo una lezione su diversi argomenti facili facili. E quindi la lezione di oggi si intitolerà

VARIE ED EVENTUALI
Congiunzioni
Le principali congiunzioni in serbo-croato sono:
Ako (se)
Ali (ma, però)
Dok (finché, mentre)
I (e, anche)
Ili (o, oppure)
Jer (perché, poiché)
Kao (come)
Makar (benché, sebbene)
Nego (ma, senonché)
Niti (né, nemmeno)

Preposizioni
Reggono il genitivo:
Bez (senza)
Blizu (vicino a)
Ispod (sotto)
Iz (da, di. Quindi moto da luogo ed origine)
Iza (dietro, dopo)
Između (tra)
Iznad (al di sopra)
Kod (da. stato in luogo)
Od (di possesso)
Oko (intorno)
Pokraj (accanto a)
Poslije (dopo)
Preko (attraverso)
Prije (prima)
Za (durante)
Zbog (per. Di causa)

Regge il dativo:
K (ka davanti alle parole che iniziano con g, k o gruppi consonantici in cui la seconda consonante è g o k. Significa a, da, verso nel senso di moto a luogo)
Reggono l'accusativo:
Kroz (attraverso)
Među (tra)
Na (per, in senso temporale)
Pod (sotto)
Za (dietro a, per)
Reggono il locativo:
Na (su, sopra)
O (di, nel senso materiale)
Po (per, secondo)
U (in, a)
Reggono, infine, lo strumentale:
Među (tra)
Pred (davanti)
S (con. Sa davanti alle parole che iniziano per s, š, z, ž o gruppi consonantici in cui la seconda consonante è s, š, z, ž).
E con questo, signore e signori, io vi saluto. Vi ricordo che domani parto per Spalato e ritornerò il 28. Credo comunque che le lezioni non subiranno modifiche (forse, anzi, miglioreranno un po', vista la comodità delle tastiere con i caratteri ad hoc).
Doviđenja!

domenica 15 febbraio 2009

Prima lezione di italiano

Lesson 1 - Lezione prima

Hello to all fans of Italian language and Italian culture! My aim here is to bring to you the bases of Italian language in lessons that are easy to understand, furthermore, that can serve you for self-learning.
Although it is hard to describe in written form how certain voices sound, I will do my best to make Italian alphabet and pronunciation as clear as possible.

Italian alphabet
Letters Names of the Letters Pronunciation
a a open A, as in sUn
b bi
c ci has a very interesting pronunciation: if
followed by A, O, U, or H, it is

pronounced as K; if followed by E or I,
it is pronounced as in Al Pacino.
d di
e e
f effe
g gi same rules as for C, plus, combination
of GN sounds like beginning of English
word "New"
h acca ALWAYS mute! We only write it, never
read it.
i i
l elle
m emme
n enne
o o
p pi
q cu is always followed by U, so we read this
combination (qu) as soft "kv", like in aqua
r erre
s esse if it is between two vowels, we read it as
Z in "buzzing", like in "casa". Otherwise,
it is "S". Combination of SC followed by
I or E (sci, sce), sounds like first sound
in English word "shoe".
t ti
u u
v vu
z zeta

Usually, Italian words are stressed on the next-to-the-last syllable. The written accent is used with a few monosyllables in order to distinguish them from others that have the same spelling but a different meaning, like in te', which means tea, and te, without accent means you.

For practice, you can try to read next words (it would be great to learn them, as well :)

casa house
fico fig
con with
Colesseo Colosseum
capo head
Cupido Cupid
cane dog
camera camera
caffè coffee
culla cradle

For the next group of words, bare in mind that c before e or i is like the English sound ch in chest:

cena supper
voce voice
cibo food
concerto concert
aceto vinegar
cinema cinema
cipolla onion
facile easy

For the next group, remember that ch (found only before e or i) is like the English k:

che that

chimica chemistry
perché because
fichi figs
chilo kilo
chi who
chiuso closed
anche also

Same rules that we have practiced here with C apply also to the letter G!
That would be all for the first lesson!
Practice hard, because very soon we will start with some grammar!
Ciao a tutti!
Milica

Our best teacher Milica !



Ciao! My name is Milca, and I'm into communication business! That means that I am PR Director of a very big confectionery company, but I graduated on Philological faculty, where I studied Italian language and literature. This two things are not as different as it might seem: communication is all about languages, and languages are my passion. Apart from my native language (Serbian-Croatian), I'm fluent in English and Italian, I can handle Greek and German, and I understand quite good Spanish and French. I know that knowledge is one of the greatest gifts of human kind, and I am also aware that one can expect a gift only after they have given one. That's why, I will be happy to share with you my knowledge of Italian. And if you have any question, don't hesitate to write me: prof.italian@gmail.com

venerdì 13 febbraio 2009

FK Borac Cacak


Spero che siate seduti, vi sto per dare una notizia shock. Io ci sono rimasta come ci sono rimasta quando ho saputo che la mia collega è andata a letto col mio capo.
Lo scorso settembre 2008 la squadra di calcio di Cacak ha partecipato per la prima volta in assoluto dai tempi di Adamo ed Eva alla coppa UEFA.


Io non sapevo cos'era la coppa UEFA e l'ho chiesto al mio amico rumeno Florin che è appassionato di calcio internazionale. Lui mi ha spiegato tutto, ma io non sono in grado di ripetere, perchè ho capito niente. Sta di fatto che sta coppa UEFA deve essere una cosa importante, perchè il Cacak è stato fermato niente meno che dall'Ajax.


Ora, io, se mi dite Ajax, penso al detersivo per lavatrice, ma tutti pensano ad una importante squadra di calcio e se il Cacak ha incontarto l'Ajax vuol dire che è importante quanto e come una famosissima squadra europea..
Lo notate il mio impegno a parlare di cose che non conosco ? Grazie !


Tutte queste informazioni mi sono arrivate da un ultrà ciaciachese. Il mio amico Zoran segue la squadra anche in capo al mondo e il 18 Settembre 2008 era a Belgrado a vedere la partita Cacak- Ajax nel famoso stadio del Partizan. Purtroppo c'è andata male, perchè abbiamo perso 4 a 1, ma nessuno si scorderà mai il bellissimo goal di Dragan Milovanovic.


E poi non è andata così male, perchè avevamo vinto col Lokomotiv Sofia !
Ma parliamo un po' di questi campioni.
Qui la cosa si fa seria perchè il sito ufficiale non ha la versione in inglese.
Mi è venuto un po' da ridere, perchè leggendo i cognomi dei giocatori mi sono sembrati tutti amici o conoscenti. Stojanovic', Novakovic', Antic', Dokovic', Zivkovic'.. mi sembrano nomi conosciuti da sempre.
Poi, non vorrei ripetermi in eterno, ma sono proprio carini !


L'allenatore è Nenad Milovanovic' e non sò il perchè gli allenatori sono tutti un po' ciaciotti.
Gli sponsor sono due: l'autosalone delle macchine Skoda che vanno per la maggiore e la Ciacianska banka..sulla quale apriremo poi un discorso.


Le partite si giocano nel famoso stadio di Cacak che puo' contenere fino a 5.000 tifosi.
Che dire di più ? Forza Cacak !
Proporrei anche una bella squadra di ragazze pon-pon !

Qui una partita con l'Ajax
Qui il bellissimo goal di Cacak.
Qui una bella vittoria con la Crvena Zvezda.
Qui la loro pagina in Wiky
Che bello ! Cercando in you tube Cacak - Ajax indovinate che filmato mi è apparso ? Il mio ! Best Cacak u svemiru ! Adrenola sono io !

Big thanks to : Zoran, Momcilo, Nemanja and Vladimir for photos.

martedì 10 febbraio 2009

Paragliding in Kraljevo


Questo post è un atto dovuto, un grande ringraziamento ad una persona favolosa che da quando ha conosciuto balkan-crew non ha mai smesso di aiutare, consigliare, tradurre, cercare nuovi links...
Si chiama Vladimir, Brash per gli amici. Ha studiato come designer e ha fatto questo lavoro per alcuni anni, adesso pero' lavora nel mondo del calcio. E' stato campione di karatè, basket e scacchi e ha una bellissima passione : gli piace buttarsi giù dalle montagne col parapendio!
A Kraljevo c'è una bellissima scuola. Purtroppo il sito ufficiale non si apre (eol.org.rs) ma si apre questo bellissimo video. Io ho notizie da Vladimir e ho visto che la scuola di Kraljevo partecipa a diversi contests nel mondo piazzandosi sempre molto bene.
Io avrei una fifa matta di atterrare sul tetto di una casa. Ma voi godetevi questo spettacolo e fatevi coraggio, Vladimir dice che è facilissimo volare !!!
Qui e qui due splendidi video.


This post is a big thank to a fabulous person. He never stopped to help, advise, translate, search new links to help balkan-crew.
His name's Vladimir, the nickname is Brash. He studied as a designer and worked for several years in this sector, but now he works in the world of football. He was a champion in karate, basketball and chess and has a great passion: he likes to throw down from the mountains with paragliding!
Kraljevo has a wonderful school. Unfortunately the official site isn't opened (eol.org.rs), but I have news from Vladimir and I saw that the school participates to several contests in the world and it's very successful.
Enjoy this show and take courage, according to Vladimir: “To fly it's easy!”

E poichè l'occhio vuole la sua parte.... !



Eol paragliding

lunedì 9 febbraio 2009

La nazionale di calcio jugoslava

La nazionale di calcio jugoslava è stata, dal 1920 al 1992, la rappresentativa di calcio del Regno di Jugoslavia prima e della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia poi. Esordì in campo internazionale il 28 agosto 1920 ad Anversa perdendo per 7-0 contro la Cecoslovacchia. Partecipò ai Mondiali del 1930 dove arrivò fino alla semifinale, battuta per 6-1 dall'Uruguay che poi vinse il titolo. Quello del 1930, dove non si disputò la finale per il terzo posto, unitamente al quarto posto del 1962, rimarrà il miglior risultato di sempre della Jugoslavia ai Mondiali.

GLI ANNI '60 E '70
Nel dopo guerra il calcio jugoslavo cominciò ad ottenere risultati positivi con l'inizio degli anni '60. Nella prima edizione del Campionato europeo la Jugoslavia eliminò in semifinale la Francia per 5-4. La partita fu memorabile ed è passata alla storia come una delle vittorie più belle della nazionale jugoslava (un po' come il nostro Italia-Germania 4-3). Primo tempo:
1-0 di Galić; i francesi pareggiarono con Vincent al 12' e si portarono in vantaggio con Heutte al 43'. Nel secondo tempo: Wisnieski al 52' portò il risultato sul 3-1, Zanetić accorciò le distanze, Heutte segnò il 4-2 per i francesi, prima Knez al 75', poi una doppietta di Jerković al 77' e al 78' regalano ai tifosi jugoslavi la finale.
Nella finalissima contro l'URSS la Jugoslavia passò in vantaggio con Galić al 41', ma i sovietici fecero 2 reti con Metreveli e Ponedelnik e si aggiudicarono il trofeo.
Nel 1962 ottenne il quarto posto ai Campionati del Mondo in Cile dopo aver eliminato nei quarti di finale la Germania Ovest e sfiorò l'impresa di diventare campione d'Europa nel 1968.
A Euro '68 si qualificò dopo aver eliminato alle qualificazioni Germania Ovest e Francia; sconfisse in semifinale l'Inghilterra per 1-0 con rete decisiva di Džajić all'86', conquistando la seconda finale in tre edizioni.
L'8 giugno affrontò l'Italia a Roma, priva, pero' del regista Ivica Osim, azzoppato dagli inglesi in apertura dell'incontro di semifinale. Džajić portò sullo 1-0 gli jugoslavi al 39' ma gli azzurri pareggiarono all' 80' con Angelo Domenghini. Il risultato non cambiò durante i tempi supplementari e nella ripetizione di due giorni dopo l'Italia vinse agevolmente, con reti decisive di Riva e Anastasi, contro una Jugoslavia penalizzata da molte assenze e infortuni; l'Italia si aggiudicò il primo titolo europeo della sua storia e la Jugoslavia dovette abbandonare Roma con molta delusione.
Dopo l'eliminazione nei Mondiali del 1974 ad opera della Germania Ovest, la Jugoslavia ospitò la fase finale di Euro '76, ottenendo un buon quarto posto dopo aver perso in semifinale, ai sepplementari, per 2-4 contro i tedeschi (2-2 nei tempi regolamentari, dopo essere stata in vantaggio 2-1) e per 1-3 nella finale di consolazione contro l'Olanda.

LA CRISI DEGLI ANNI '80 E LA SEPARAZIONE
Negli anni '80 la nazionale jugoslava affrontò un periodo difficile; dopo le mancate qualificazioni ad Argentina '78 e ad Euro '80, i plavi ottennero la qualificazione a Spagna '82 ma abbandonarono il torneo dopo aver ottenuto solo 3 punti in 3 partite: pareggiarono 0-0 contro l'Irlanda del Nord, persero 2-1 contro la Spagna e vinsero 1-0 contro l'Honduras.
Fecero peggio ad Euro '84, ottenendo 3 sconfitte in 3 gar e nel girone eliminatorio contro Francia, Danimarca, Belgio e, addirittura, non riuscirono a qualificarsi per Messico '86 e per Euro '88.
L'undici jugoslavo partecipò a Italia '90 ottenendo buoni risultati, grazie all'apporto di alcuni vincitori della Coppa del Mondo Under 20 nel 1987 come Savičević, Jarni, Šuker, Prosinečki ed altri (nel 1987 c'era pure Zvonimir Boban, ma non venne convocato perche' squalificato). Dopo aver ottenuto il secondo posto nel Gruppo E, negli ottavi di finale gli jugoslavi eliminarono la Spagna per 2-1, dopo i tempi supplementari, grazie a una doppietta di Stojković. Nei quarti di finale incontrarono l'Argentina. Alla mezz'ora la Jugoslavia rimase in dieci, ma concluse i 120 minuti di gioco in pareggio (0-0). Ai rigori vinse l'Argentina per 3-2.
Si qualificò per la fase finale di Euro '92 ma, nella primavera che precedette il torneo continentale, venne esclusa dalle competizioni internazionali organizzate dalla FIFA e dalla UEFA a causa della guerra civile scoppiata in seguito alle dichiarazioni d'indipendenza delle repubbliche di Slovenia, Croazia, Macedonia, Bosnia-Herzegovina.
La federcalcio jugoslava tornò a disputare incontri internazionali nel 1994, dopo essere stata esclusa dalle qualificazioni ad USA '94 e dalle qualificazioni ad Euro '96, ma si trattava di una nuova nazionale jugoslava, composta soltanto da giocatori serbi e montenegrini.

ALCUNI CALCIATORI FAMOSI DELLA EX JUGOSLAVIA
SERBIA
Vujadin Boškov (divenuto poi allenatore della Sampdoria e del Napoli. Famoso per le sue grandi massime sul calcio tra le quali "Rigore è quando arbitro fischia");
















BOSNIA-HERCEGOVINA
Dušan Bajević
Mirsad Baljić
Mehmed Baždarević
Predrag Đajić
Haris Škoro
(forse il più famoso calciatore bosniaco di sempre, di cui non ho trovato però nemmeno una foto)

CROAZIA
Zvonimir Boban (soprannominato il Mago)





























MACEDONIA
Vujadin Stanojković
Darko Pančev

















MONTENEGRO
Dragoljub Brnović
Predrag Pedja Mijatović (che ha giocato pure nella Fiorentina)











Dejan Savićević (soprannominato il genio)














SLOVENIA
Srečko Katanec


Migliori risultati di sempre:
Ai mondiali
1930: Semifinale (eliminata dall'Uruguay per 6-1).
1934: non qualificata.
1938: non qualificata.
1950: Esce al primo turno, eliminata nella fase a gironi dal Brasile.
1954: Esce ai quarti di finale, eliminata dalla Germania Ovest (2-0).
1958: Esce ai quarti di finale eliminata dalla Germania Ovest (1-0).
1962: Quarto posto (semifinale: Cecoslovacchia – Jugoslavia 3-1; finale terzo posto: Cile – Jugoslavia 1-0).
1966: non qualificata.
1970: non qualificata.
1974: Esce al secondo turno.
1978: non qualificata.
1982: Esce al primo turno (eliminata dal Nord Irlanda e dalla Spagna).
1986: non qualificata.
1990: Esce ai quarti di finale, eliminata ai rigori (3-2) dall'Argentina.

Agli europei
1960: Secondo posto (finale: URSS – Jugoslavia 2-1).
1964: non qualificata.
1968: Secondo posto (finale: Italia – Jugoslavia 2-0).
1972: non qualificata.
1976: Quarto posto (semifinale: Germania Ovest – Jugoslavia 4-2 dopo tempi supplementari; finale terzo posto: Olanda – Jugoslavia 3-1 dopo tempi supplementari).
1980: non qualificata.
1984: Esce al primo turno; eliminata dalla Francia e dalla Danimarca)
1988: non qualificata.
1992: Qualificata alla fase finale ma esclusa dalla UEFA per motivi bellici. Al suo posto gioca la Danimarca, seconda del girone, che poi vincerà il torneo.

Ai Giochi olimpici
1920: Esce agli ottavi di finale; eliminata dalla Cecoslovacchia (7-0).
1924: Esce ai sedicesimi di finale; eliminata dall'Uruguay (7-0).
1928: Esce ai sedicesimi di finale; eliminata dal Portogallo (2-1).
1936: non qualificata.
1948: Medaglia d'argento (finale: Svezia-Jugoslavia 3-1).
1952: Medaglia d'argento (finale: Ungheria-Jugoslavia 2-0).
1956: Medaglia d'argento (finale: URSS – Jugoslavia 1-0).
1960: Medaglia d'oro (Jugoslavia – Danimarca 3-1).
1964: Sesto posto (finale quinto posto: Romania – Jugoslavia 3-0).
1968: non qualificata. Cecoslovacchia-Jugoslavia: la Jugoslavia rinuncia e la Cecoslovacchia si qualifica.
1972: non qualificata; eliminata dall'URSS (0-0; 0-2).
1976: non qualificata; eliminata dall'URSS (1-1; 3-0).
1980: Quarto posto (finale terzo posto: URSS – Jugoslaiva 2-0).
1984: Medaglia di bronzo (finale terzo posto: Italia – Jugoslavia 1-2; 26' rig. Vignola, 58' Baljić, 80' Deverić).
1988: Esce al primo turno (sconfitta nel girone da Australia e Brasile).
1992: non qualificata (sconfitta nel girone di qualificazione da Danimarca e Austria).

sabato 7 febbraio 2009

I giusti nel tempo del male


Riceviamo dal divino e impareggiabile campione di balkanicità, nonchè grande attivista di balkan-crew, ALF (detto così sembra che parliamo di un ultrà !) un bellissimo invito per la splendida città di Prato.
Ci troveremo tutti la quindi, il 14 Febbraio alle ore 15,30 per assistere alla presentazione del libro di Svetlana Broz : "I giusti nel tempo del male".


Vi riporto l'email di Alf:
"ciao a tutti, in allegato vi mando la locandina di questa iniziativa che si terrà a prato il 14 febbraio.svetlana broz è la nipote di tito..e ho detto tutto. l'organizzazione è in parte dei miei amici dell'OSCE che lavorano nella republika srprska di bosnia, carissime persone.. spero di vedervi la', io dovrei esserci al 90% alf"


Io ho letto un po' di recensioni di questo libro e vi riporto un po' di cose che ho preso qua e la, ma, da quel poco che ho letto, mi sembra un libro bellissimo !

Nei primi anni Novanta nessuno in Jugoslavia immaginava cosa sarebbe successo. Nelle città e nelle campagne, la gente viveva una vita normale, non molto diversa che nel resto d’Europa, che nella nostra vicina Italia. Ma il male arrivò presto, come una tempesta terribile, e sconvolse la vita di tutti e nulla fu più come prima. In pochi lo videro annunciarsi nella montante propaganda nazionalista, nel repentino ricambio dei quadri dirigenziali di fabbriche e organizzazioni, nei primi screzi diplomatici fra regioni e gruppi etnici.
La maggior parte della gente comune vi si trovò catapultata, come in un brutto sogno da cui, ormai, non era più possibile svegliarsi.
Di fronte alla tragedia della guerra, Svetlana Broz però vuole parlarci di speranza, dei giusti nel tempo del male, di tutte quelle persone, donne, uomini, ragazzi, che seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Gente comune con un cuore straordinario, eroi veri di una storia vera.
Salti in aria.it


Paiono il contraltare ad un altro ponderoso volume uscito di recente, il diario di Carla Del Ponte da procuratore capo del Tribunale penale internazionale. Lì si racconta dei cattivi, e della caccia lunga e difficile nei loro confronti. La Del Ponte parla in prima persona, ed è quasi sempre al centro della scena. Nel suo libro invece la Broz si concentra sulle vittime, e sui loro racconti spesso semplici. Per sé riserva appena nove pagine tra prologo ed epilogo, il resto va alla voce diretta degli intervistati. “Le generazioni future devono sapere ed essere coscienti che nel mondo sono esistite persone di questo genere” (p. 36).
I testimoni descrivono atti di coraggio estremo – “Prendetemi al posto suo. Impiccate me ma lui lasciatelo andare” (p. 312) – insieme a dettagli apparentemente minori, come il caffé ricevuto da un prigioniero dopo giorni di botte e maltrattamenti. Nella loro coralità esprimono il senso di smarrimento e incredulità verso le divisioni portate dai nazionalismi, e lo sforzo in prima persona di quanti si ostinano a considerare i vicini uomini e donne al proprio pari. Il valore di una comune appartenenza civica che rifiuta la logica etnicista, seppur declinandosi in vario modo: come cittadinanza sarajevese, bosniaca, jugoslava… “Non stai capendo niente, ah? Questi sono i Balcani!”, dice ironico un autista croato al militare Onu di scorta che lo vede abbracciarsi al check point con un soldato serbo suo vecchio amico (p. 139).
Osservatorio balcani


Per chi il Luglio scorso si fosse perso il misterioso Tito, eccolo qui.
Grazie Alf !