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Non vi nascondo che scrivo questo post con tanta amarezza. Francy mi dice sempre di non cedere allo scoraggiamento, ma quando lei mi parla di leggi svizzere a tutela delle minoranze, mentre in Italia abbiamo le leggi a danno dei cittadini stranieri, io perdo (purtroppo) la forza di lottare. In questi giorni è anche cambiata la dirigenza politica nella mia regione e già vediamo i primi segni di razzismo (aimè!).
Mentre nel passato a pagare erano gli albanesi, ora tocca ai rumeni, ma non sò il motivo di tutto ciò. Sò solo che prendo forza dalle persone di questa crew per combattere ogni forma di idiozia a qualunque livello. E' per questo che voglio raccontarvi la storia di Lorenzo e poi spero di potervi parlare della mia favola : Teodor.
Lorenzo è un mio amico di 45 anni, capelli neri e occhi verdi. Un "tipo".
La sua vita è peggio di una telenovela, anzi, si puo' dire che se in una
telenovela si racconta la sua storia, il pubblico pensa subito che sia una
grande esagerazione fantasiosa.
Più volte gli ho chiesto il permesso di parlare di lui e del suo viaggio di
lavoro in Romania e non me lo ha mai concesso, quindi anche stavolta io sto
facendo un'azione illegale !
Sempre ribadisco che se devo andare in galera va bene , purchè ci sia in cella
con me un serbo e un pc !!!
Lorenzo è stato la da giovane, correva l’anno 1991 appena dopo Ceausescu, anzi .
E' partito da Milano con altri ragazzi per andare a lavorare in una azienda
vicino a Bucarest.
All'arrivo all'aereoporto di Bucarest l'organizzatore del viaggio mette dentro
il passaporto di Lorenzo 70 dollari e spiega che è l'unico modo per passare i
controlli e farsi mettere il visto d’ingresso.
Appena si aprono le porte dell'aereoporto, una volta presa la valigia, a
Lorenzo si apre uno scenario apocalittico.
Bambini che chiedono l'elemosina e ragazze che si offrono come
prostitute.
L'oraganizzatore del viaggio riesce a caricare Lorenzo e gli altri su macchine
tipo "taxi" che forse hanno 30 anni.
Inizia il viaggio verso l'azienda che è fuori Bucarest e la periferia della
città è un altro girone dantesco, il paesaggio riporta alla mente cartoline con foto scattate subito dopo la seconda guerra mondiale.
L'azienda in cui dovranno lavorare gli italiani è all'avanguardia e vi sono
dei comodi alloggiamenti attigui alla fabbrica.
Lorenzo rimarra li' alcuni anni, ma senza imparare nemmeno una parola di
rumeno e uscendo poco dal quartiere italiano.
Adesso spesso mi dice : io non spreco un soldo proprio perchè mi ricordo la
povertà di quelle persone e la mia maggior paura e che si arrivi anche qui in
Italia a quel punto.